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Il viaggio “corsaro” di David Riondino (e quella tournée con PFM e De Andrè...)

Addio a David Riondino, artista poliedrico e autore di "Maracaibo", protagonista nella storica tournée PFM–De André e creatore di spettacoli tra teatro, canzone e satira

Il viaggio “corsaro” di David Riondino (e quella tournée con PFM e De Andrè...)

A fine marzo la scomparsa improvvisa di David Riondino ha costituito un grave lutto per lo spettacolo italiano, che ha perso un artista versatile e unico e un autore raffinato. Riondino era un nome poco noto forse al grande pubblico, ma notissimo agli addetti ai lavori, anche perché aveva attraversato da protagonista più di cinquant’anni di spettacolo, era stato attore, cantante, autore satirico raffinato. Ad esempio, era l’autore di Maracaibo, che tutt’ora è una delle canzoni più suonate a feste e party, per cui aveva scritto un testo intelligente, che sotto l’apparente spensieratezza della hit celava una storia di traffico d’armi nei mari cubani, con allusioni al reale ben precise. Maracaibo, canzone che gli fu riconosciuta tardivamente, è un bell’esempio di una carriera che lo ha visto attraversare, davanti o dietro le quinte, alcuni tra i momenti più significativi della musica e del costume. Un formidabile esempio fu la tournée rimasta storica che unì la Premiata Forneria Marconi, storico gruppo rock italiano, al cantautore Fabrizio De Andrè. Un connubio fuori dal comune per l’epoca, che univa due mondi fino a quel momento destinati a restare completamente alieni: quello di un complesso musicale progressive e quello del più intellettuale dei cantautori, fatto di arrangiamenti minimali, classici, acustici.

I due dischi tratti da quella tournée, con riarrangiamenti che cambiarono completamente il volto dei brani di Faber, sono rimasti tra i più significativi della musica italiana. La storia di quel tour è rimasta leggenda, un po’ per l’assenza di immagini riprese (salvo una data filmata da una televisione locale e ripubblicata recentemente), un po’ per le contestazioni (era il periodo caldo degli autoriduttori e della lotta politica per la musica gratis) e un po’ per il carattere “Corsaro” di un progetto artistico che tutti vedevano come una roba folle. A bordo di quel carrozzone ci salì anche David Riondino, che proprio quell’anno aveva pubblicato il primo album, a cui la sezione ritmica della Pfm aveva partecipato come turnista. Riondino era incaricato di aprire i concerti, un compito anche piuttosto ingrato visto che all’epoca non sempre gli “opening act” erano accolti benissimo. Riondino per non farsi fischiare si introduceva in scena fingendosi il presentatore incaricato di annunciare il primo artista. Pochi secondi dopo si ripresentava in scena, strappando una risata e cominciando con i suoi pezzi, tra teatro e canzone. Proprio Riondino ebbe modo di raccontare la sua esperienza da protagonista in quel tour (che coinvolse, in alcune date, anche Beppe Grillo come opening act) nel libro "Evaporati in una nuvola rock" scritto a più mani e illustrato dalle fotografie di Guido Harari e nel docufilm "Il concerto ritrovato" uscito nel 2020, dove insieme a Dori Ghezzi e alla Pfm rievoca le vicende di quell'irripetibile tournée.

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