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Violenza sessuale in carcere, la Procura: "Episodio avvenuto di notte. In cella nessun coltello"

Interviene con una nota il procuratore capo

Violenza sessuale in carcere, la Procura: "Episodio avvenuto di notte. In cella nessun coltello"

Immagine a scopo didascalico

È stato avviato un procedimento penale per violenza sessuale nei confronti di un recluso nel carcere del Cerialdo per reati legati allo spaccio di stupefacenti. La presunta vittima è il suo ex compagno di cella, disabile e non autosufficiente.

L’indagato avrebbe dovuto fungere da “custode”, assistendolo nelle attività quotidiane, ma si sarebbe trasformato nel suo aguzzino. Dopo la diffusione della notizia da parte di “Repubblica”, rilanciata da varie testate, è intervenuta la Procura di Cuneo con una nota diramata per «fornire corretta e puntuale informazione al pubblico».

Nel comunicato, firmato dal procuratore capo Onelio Dodero, si chiarisce che è stato «instaurato il procedimento penale per il reato di violenza sessuale» e che la violenza, a differenza di altre ricostruzioni, consiste «in un unico episodio avvenuto in ora notturna e nella stanza condivisa dalla vittima e dall'indagato».

«Le stanze di ritenzione sono chiuse durante la notte e, ovviamente, non sono dotate di telecamere di sorveglianza, se non quando così disponga la normativa. Nella stanza in questione non sono stati rinvenuti né coltelli, né altri strumenti atti a offendere. Le indagini sono in corso, anche avvalendosi di accertamenti scientifici».

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