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13 Gennaio 2026 - 14:05
Francesco Foglino
Un dolore, improvviso e difficile da comprendere, avvolge la comunità albese, quella scolastica e il mondo sportivo. Francesco Foglino, appena diciassettenne, ha perso la vita nella sua abitazione insieme al padre Paolo, titolare dell'"Osteria dei Sognatori” in centro ad Alba, vittime di un'intossicazione da monossido di carbonio. Una tragedia che ha lasciato sgomenti tutti coloro che li conoscevano.
Dal Liceo Scientifico “L. Cocito” di Alba, dove Francesco frequentava la classe 4D, si alza un abbraccio corale. L’intera comunità scolastica, a partire dai compagni e dai docenti, si stringe alla famiglia Foglino per una perdita che va oltre le difficili e singole parole.
«Ci sono persone – scrivono all'indomani dalla Scuola – che stupiscono ogni giorno, e Francesco, “Checco” per chi gli voleva bene, era una di queste. Stupiva per la sua voglia di vivere, per la capacità di trovare sempre qualcosa di positivo, per quella sete profonda di giustizia che lo spingeva a impegnarsi in prima persona. Sapeva chiedere scusa, ammettere le proprie responsabilità, dimostrando un senso civico raro per la sua età.
Il suo ricordo strappa sorrisi, pensando alle risate condivise, alla spensieratezza contagiosa, alla voglia di stare insieme e di fare festa. Ma Francesco c’era anche nei momenti difficili, pronto a far sentire la sua vicinanza: un vero compagno di viaggio.
«Fai buon viaggio – scrivono i suoi amici – e, come sapevi fare all’osteria, prepara un posto anche per noi, magari senza esagerare con quella bevanda gassata che tanto ti piaceva».
«Te ne sei andato via così, in silenzio, nella notte… ma tu eri tutto tranne che silenzio, tutto tranne che notte. Eri un vortice di parole, di simpatia, di spontaneità. Amavi la vita, i tuoi compagni, i tuoi amici, i tuoi insegnanti, la tua mamma e il tuo papà. Volevi cambiare il mondo, eliminare le disuguaglianze e le ingiustizie. E poi amavi la fisica: il tuo sogno era diventare un fisico. Grazie Francesco per averci insegnato che nella vita è importante impegnarsi per un mondo migliore, mettendo al primo posto il dialogo e il rispetto».
Profondo anche il cordoglio del mondo arbitrale. L’Associazione Italiana Arbitri ha ricordato Francesco per il suo ruolo di giovane arbitro della Sezione di Alba–Bra. Aveva sostenuto l’esame nel febbraio dello scorso anno. In meno di dodici mesi sarebbe stato pronto all’esordio nella categoria Under 19. Sempre presente agli allenamenti e sempre tra i pali nella partitella finale, Francesco si distingueva per la capacità di aggregare le persone e per l’entusiasmo che portava nel gruppo.
Il presidente AIA Antonio Zappi, insieme ai vicepresidenti Francesco Massini e Michele Affinito e a tutto il Comitato Nazionale, ha espresso profondo cordoglio a nome di tutti gli arbitri italiani.
Alle parole dell’AIA si unisce anche il messaggio del Comitato Regionale Arbitri Piemonte Valle d’Aosta, del presidente Paolo Calcagno e dell’intero Comitato Regionale.
«La scomparsa di Francesco ci colpisce nel profondo – ha dichiarato Calcagno –. Perdiamo un giovane arbitro e, prima ancora, un ragazzo pieno di vita e di speranze. In momenti come questi, il dolore è immenso e le parole non bastano. A nome di tutta la famiglia arbitrale piemontese e valdostana, ci stringiamo con affetto e commozione ai suoi cari».
Resta un vuoto difficile da colmare, ma anche il ricordo luminoso di un ragazzo che amava la vita, credeva nel futuro e nella giustizia. E che sapeva farsi volere bene. Una storia tutta ancora da scrivere e purtroppo spezzata ancora prima della maggior età.
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