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La caldaia e il monossido: cosa emerge dalle indagini sulla morte di padre e figlio

Disposta l'autopsia, l'ipotesi principale porta a una "combustione non completa"

vvf

I Vigili del fuoco hanno provveduto alla rimozione alle 19.30 circa a Montaldo Mondovì

È stata disposta l'autopsia per chiarire con precisione come e quando sono morti Paolo e Francesco Foglino, papà e figlio rinvenuti senza vita nella casa di Castelrotto, frazione di Guarene, a pochi chilometri da Alba. Ma tutto fa pensare a un avvelenamento da monossido di carbonio.

I Vigili del fuoco di Alba ne hanno rilevato la presenza e si indaga su un malfunzionamento della caldaia che alimentava il riscaldamento dell'abitazione. Non solo le stufe a legna possono infatti sprigionare il monossido, un killer silenzioso e letale in quanto inodore e incolore.

Il monossido di carbonio si forma quando la combustione del combustibile non avviene in modo completo: ciò può accadere se manca ossigeno o se le condizioni di scarico dei fumi non sono adeguate.


Il pieghevole informativo trasmesso da Asl Cn1 e Maxiemergenza 118 negli anni scorsi

Negli impianti di riscaldamento domestico (caldaie, stufe, camini), un cattivo tiraggio, un’ostruzione delle canne fumarie o una manutenzione insufficiente possono favorire l’accumulo di gas all’interno degli ambienti. In condizioni normali, i fumi di combustione vengono espulsi all’esterno; quando questo meccanismo si interrompe, il gas può riversarsi negli ambienti interni.

GLI ALTRI CASI IN PROVINCIA 

Il rischio, ovviamente, aumenta nei mesi più freddi dell'anno. In questo 2025, a novembre, una coppia di origine cinese era stata trovata intossicata a Revello: la donna, 69 anni, è deceduta; l’uomo, 75 anni, era stato ricoverato in condizioni gravi. Ancora prima, a marzo, una famiglia composta da sei persone (4 bambini e 2 adulti) era stata portata in ospedale a Torre Mondovì per accertamenti. A fine novembre, un 31enne era rimasto intossicato in modo grave (trasferito a Torino in codice rosso) a Villanovetta di Verzuolo.

Aveva destato clamore poi il caso di Farigliano, durante il pranzo di Natale: una persona era svenuta ed era stata soccorsa assieme ai familiari. In quel caso l'ipotesi portava a un malfunzionamento del forno. Altri casi si sono registrati poi successivamente a Mondovì (un uomo e una donna in casa) e a Torre Mondovì (due giovani).


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