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Frode fiscale nelle ristrutturazioni: confiscati oltre 230 mila euro a tre imprenditori di Albenga

Frode fiscale con prestanome e fatture false: condanne a tre imprenditori di Albenga e confisca per 233.928 euro versata al Fondo Unico Giustizia

Frode fiscale nelle ristrutturazioni: confiscati oltre 230 mila euro a tre imprenditori di Albenga

immagine d'archivio

È stata emessa, da parte dei militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona, una confisca patrimoniale nei confronti di tre imprenditori di origini albanesi, residenti ad Albenga.

I tre operavano mediante una società in accomandita semplice a carattere familiare, nel settore delle ristrutturazioni edilizie. L’attività delle Fiamme Gialle, che trae le proprie origini da una verifica fiscale (intrapresa dalla Compagnia di Albenga, nei confronti del soggetto economico riconducibile agli imprenditori) ha fatto emergere una frode fiscale, espletata mediante lo sfruttamento di soggetti c.d. prestanome e il sistematico utilizzo, nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’IVA, di fatture per operazioni inesistenti, per un importo totale di 543.987,00 euro. Erano state predisposte ad arte e fatte risultare nella contabilità come emesse da parte di ignari imprenditori di svariate Regioni italiane che, sentiti in atti, hanno disconosciuto di aver mai intrattenuto rapporti economici e commerciali con i predetti imprenditori.

Al termine della verifica fiscale, pertanto, i militari hanno segnalato i tre soggetti, in concorso, alla locale Procura della Repubblica per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D.Lgs. 74/2000); all’esito del processo penale, gli imprenditori sono stati riconosciuti colpevoli dei reati contestati e due di essi sono stati condannati, in via definitiva, ad un anno e undici mesi di reclusione, mentre il terzo ad un anno e quattro mesi, con applicazione delle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici, dagli uffici direttivi di persone giuridiche e imprese e di contrarre con la Pubblica Amministrazione per un anno.

Nei confronti dei condannati, inoltre, è stata disposta la confisca, anche per equivalente, fino a concorrenza della somma di 233.928,00 euro, corrispondente al profitto del reato illecitamente percepito dagli stessi, eseguita, nei giorni scorsi, dai finanzieri sui conti correnti intestati agli imprenditori e già versata al Fondo Unico Giustizia (c.d. FUG). L’istituto della confisca patrimoniale è un provvedimento ablatorio, emesso in esecuzione di sentenze divenute definitive, che permette, in particolare, alla Guardia di Finanza, nella sua veste di polizia economico-finanziaria, di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati per restituire alla collettività ciò che le è stato indebitamente sottratto e far sì che le risorse apprese vengano reimpiegate a vantaggio delle comunità locali e delle fasce più svantaggiate della popolazione.

L’intervento svolto dalle Fiamme Gialle di Savona si inquadra nell’ambito dei compiti attribuiti al Corpo della Guardia di Finanza, in via esclusiva o preminente, dall’art. 2 del Decreto Legislativo 19 marzo 2001, n. 68, ed è rivolto, in particolare, al contrasto delle forme più serie di frode fiscale, che inquinano l’economia legale e comportano sovente fenomeni di concorrenza sleale che ledono gli operatori economici onesti e i consumatori.

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