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Il "barbiere di strada" era il mito dei maranza locali con milioni di visualizzazioni sui social: ma era abusivo

"Lavorava" alla luce del sole fra Breo e l'Altipiano. Ora è stato denunciato

Il "barbiere di strada" era il mito dei maranza locali: ma era abusivo

La cosa più incredibile non è tanto il fatto che fosse tutto "alla luce del sole", in pieno giorno, e in un luogo conosciutissimo: la scalinata che da via Cornice sale in via Monte Grappa. Ma sono i video sui social: da centinaia di migliaia di visualizzazioni. In cui si vede lui che lavora, tagliando i capelli su seggiole improvvisate, in barba a ogni norma e licenza, dispositivi di sicurezza o igiene.

I suoi video, con l'hashtag “barbiereitaliano” e colonna sonora rigorosamente con artisti trap come Ghali o Master Sina, lo hanno fatto diventare una sorta di mito per i giovani. Quelli che oggi vengono chiamati – o si fanno chiamare – “i maranza”. La voce si è sparsa. Lui andava avanti da mesi. Ora è stato fermato e denunciato dalla Polizia locale di Mondovì: non stava solo esercitando abusivamente la professione, ma è risultato anche irregolare sul territorio nazionale. E, nel momento in cui è stato fermato, aveva fra i suoi clienti anche alcune persone con cani di grossa taglia senza guinzaglio.

Lavorava sulle piazzole della scalinata o nel passaggio pedonale alle spalle della stazione ferroviaria, fra via Saluzzo e via Alba. Era conosciutissimo nell'ambiente: i clienti lo consideravano il top non sono per i tagli alla moda ma anche perché essere fra i suoi clienti significava finire in video da 500 mila views o un milione.

Il sindaco: «Purtroppo, situazioni come questa esistono anche a Mondovì. E il dettaglio delle visualizzazioni sui social fa capire che questi fenomeni sembrano quasi "attrattivi". Dobbiamo insistere sulle iniziative per la sicurezza, includendo le comunità, i tavoli partecipati e soprattutto facendoci tutti più attenti. Viviamo le strade e i parchi, segnaliamo ciò che non va, disincentiviamo questi comportamenti»

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