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26 Febbraio 2026 - 07:27
La truffa cominciava con un contatto via social, o con una mail. Quella di una persona, di solito una donna, che si fingeva in difficoltà oppure interessata a una relazione romantica. Disponibile a incontri. E a chi ci cascava , non intuendo che non era il destinatario di una dichiarazione d'amore ma di una elaborata truffa, poi arrivava la richiesta di soldi. Tanti soldi. Un giro da quasi 1 milione di euro. Ora ci sono un arrestato e 22 indagati.
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cuneo, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno concluso un’articolata operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale transnazionale specializzata in frodi informatiche e riciclaggio.
L’indagine, scaturita dalla denuncia di una vittima di una cosiddetta “truffa romantica”, ha consentito di delineare i contorni di un sodalizio operante tra l’Italia, il Portogallo, la Lituania, l’Irlanda del Nord e il Belgio.
Il gruppo criminale agiva attraverso la creazione di falsi profili sui principali social network, utilizzati per adescare numerosi cittadini residenti sull'intero territorio nazionale. Le vittime venivano indotte a versare ingenti somme di denaro dopo essere state coinvolte in finti rapporti sentimentali o attratte da prospettive di facili guadagni attraverso investimenti fittizi in criptovalute e wallet digitali.
L’efficacia del sistema fraudolento poggiava su una sofisticata attività di manipolazione e sull’utilizzo di tecniche di sostituzione di persona per rendere credibili i profili virtuali utilizzati dai sodali.
La complessa ricostruzione dei flussi finanziari, secondo il principio “follow the money” e operata attraverso l’esame di una copiosa documentazione bancaria, attività di osservazione, controllo e pedinamento, sommarie informazioni testimoniali e l’analisi di segnalazioni di operazioni sospette generate dal sistema antiriciclaggio, ha permesso di accertare il riciclaggio e l’autoriciclaggio di somme per un importo totale di circa 900.000 euro.
Tali proventi venivano sistematicamente canalizzati su plurimi rapporti finanziari intestati agli indagati, utilizzati per schermare la provenienza illecita del denaro e ostacolarne l’identificazione. Sulla base del solido quadro indiziario raccolto dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cuneo, il G.I.P. presso il Tribunale cuneese ha emesso una misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un indagato, ritenuto responsabile dei reati di truffa, autoriciclaggio e sostituzione di persona. Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo di diciannove rapporti finanziari impiegati per la commissione degli illeciti.
L’operazione ha visto inoltre la notifica degli avvisi di garanzia ad altri ventidue soggetti indagati per riciclaggio e autoriciclaggio, due dei quali già detenuti per altre condotte illecite. L’intervento delle Fiamme Gialle cuneesi, svolto con il supporto dei Reparti del Corpo dislocati su tutto il territorio nazionale, conferma il primario ruolo della Guardia di Finanza nel contrasto alle forme più insidiose di criminalità economico-finanziaria internazionale. L’azione di servizio resta orientata non solo all’individuazione dei responsabili, ma soprattutto all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente, con l’obiettivo di tutelare i risparmiatori e recuperare le risorse sottratte a beneficio delle persone offese.
Si ricorda, in ossequio al principio di presunzione di innocenza, che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna. La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Cuneo, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto dei diritti degli indagati, che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza (art. 5, comma 1, D.lgs. n. 106/2006, come introdotto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 188/2021).
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