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Spari dopo la rapina, l’ultima battaglia del gioielliere: il caso arriva in Cassazione

Condannato in appello a oltre 14 anni per l’omicidio di due rapinatori, in caso di conferma della pena vedrà aprirsi le porte del carcere

Rapina a Grinzane

La rapina a Grinzane Cavour

È ormai arrivata all’ultimo grado di giudizio la vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per l’omicidio di due rapinatori – Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli – e per il tentato omicidio del complice Alessandro Modica.

Dopo due condanne nei precedenti gradi, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione: una mossa che rappresenta l’ultima possibilità per evitare il carcere.

La condanna in appello

Lo scorso dicembre la Corte d’Assise d’Appello aveva confermato la responsabilità dell’imputato, rideterminando la pena in 14 anni e 9 mesi, leggermente inferiore rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado ad Asti. «Non hanno avuto coraggio», aveva detto Roggero ai giornalisti commentando la sentenza. «È stata legittima difesa. Se il rapinatore non avesse alzato l’arma non avrei sparato. Le vere vittime siamo noi».

I fatti: la rapina e gli spari

La vicenda risale alla sera del 28 aprile 2021, nella frazione Gallo di Grinzane Cavour. All’arrivo dei Carabinieri, la scena appariva surreale: i corpi dei due rapinatori erano a terra, in strada, mentre attorno si radunava una folla incredula.

A chiamare il 112 era stato lo stesso Roggero: «Ho sparato dentro al negozio». Ma le indagini hanno accertato che i quattro colpi furono esplosi all’esterno, contro l’auto dei malviventi mentre si stavano già allontanando.

Perché è stata esclusa la legittima difesa

Nelle motivazioni della sentenza d’appello, i giudici sono stati netti basandosi su due motivazioni principali. L’azione dei rapinatori era già conclusa e Roggero era consapevole del fatto che stessero fuggendo Per questo motivo è stata esclusa sia la legittima difesa sia l’eccesso colposo non punibile.



La linea della difesa

L’avvocato Stefano Marcolini, subentrato ai legali Stefano Campanello e Dario Bolognesi, ha chiesto l’assoluzione. Tra gli elementi portati in aula, anche il possibile stress post-traumatico legato a una precedente rapina.

Per Roggero, che si avvicina ai 72 anni, il ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo passaggio possibile. Se la Suprema Corte dovesse confermare la condanna, per il gioielliere si apriranno definitivamente le porte del carcere.

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