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23 Marzo 2026 - 13:13
Prosegue l’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Savona nel contrasto ai reati predatori, con particolare attenzione alle truffe ai danni delle persone anziane, soprattutto quelle realizzate con la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”. Si tratta di un raggiro tanto insidioso quanto traumatizzante per le vittime, spesso colpite sia sul piano psicologico sia su quello economico, perdendo nel giro di pochi minuti risparmi e ricordi di una vita.
Qualche settimana fa, a Cairo Montenotte, un’anziana è stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come operatore della società per i pagamenti digitali “Nexi” e, subito dopo, da un secondo interlocutore che si è falsamente qualificato come Carabiniere. Con il pretesto di dover bloccare un presunto tentativo di svuotamento del suo conto, la donna è stata convinta a trasferire l’intera somma custodita, pari a oltre 26.000 euro, su un altro conto indicato dai truffatori, credendo di mettere al sicuro i propri risparmi. In realtà, per evitare il pericolo prospettato, ha finito per trasferire lei stessa il denaro ai malviventi, rimanendo privata di tutto.
La vittima, accortasi poco dopo del raggiro, si è rivolta dapprima al proprio avvocato e poi ai Carabinieri. Considerato il tempo trascorso tra la commissione del reato e la denuncia, e il vantaggio iniziale dei truffatori sugli investigatori, le indagini sono scattate rapidamente, con l’obiettivo di recuperare il terreno perduto.
I militari della Stazione Carabinieri di Cairo Montenotte hanno rapidamente sviluppato accertamenti bancari e informatici, ricostruendo il flusso del denaro e individuando il soggetto beneficiario delle somme illecitamente percepite. Al termine delle verifiche, un ventenne di origine straniera residente in provincia di Verona è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.
Nel medesimo contesto, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di circa 12.700 euro dai conti intestati all’indagato, somma ritenuta rappresentare quanto ancora residuava del profitto illecito della truffa. Non tutto il maltolto è stato recuperato, purtroppo, ma si tratta di un risultato significativo, considerando il tempo trascorso prima dell’avvio delle indagini.
Questa attività si inserisce in un più ampio impegno dell’Arma contro questa forma di criminalità. Nelle scorse settimane, ad Albisola e a Cairo Montenotte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Savona avevano già individuato e arrestato componenti di altre bande responsabili di truffe dei “finti Carabinieri”, riuscendo in quei casi a recuperare integralmente i gioielli sottratti alle vittime anziane. I preziosi erano poi stati restituiti alle legittime proprietarie, dimostrando concretamente l’importanza di denunciare immediatamente e di rivolgersi senza esitazione alle Forze dell’Ordine.
Questi episodi, pur distinti, evidenziano come questo tipo di truffe si basi su meccanismi psicologici in grado di generare panico, urgenza e confusione, sfruttando indebitamente il nome di istituzioni o società note per indurre le vittime a compiere atti gravemente pregiudizievoli per il proprio patrimonio. Tutte le vicende sottolineano, inoltre, quanto sia cruciale rivolgersi tempestivamente ai Carabinieri: in alcuni casi l’intera refurtiva è stata recuperata, mentre in altri è stato possibile recuperare solo una parte delle somme truffate.
I Carabinieri ribadiscono un principio essenziale: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede mai denaro, bonifici, gioielli o altri beni per bloccare indagini, evitare arresti o mettere in sicurezza somme di denaro. Ogni richiesta di questo tipo è sempre una truffa.
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