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02 Aprile 2026 - 08:52
I militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Torino, unitamente a personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), hanno eseguito una serie di 20 interventi presso esercizi commerciali del capoluogo piemontese, riscontrando diverse irregolarità relative alla gestione di apparecchi da intrattenimento.
Una prima operazione - condotta dai finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano Torino e da personale della Direzione Territoriale Piemonte e Valle d’Aosta dell’ADM, in esito ad analisi investigative avviate nei mesi scorsi, ha, in particolare, interessato 3 bar ubicati nel quartiere “Barriera di Milano”, all’interno dei quali sono stati rinvenuti 7 apparecchi da gioco irregolarmente installati in quanto non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sprovvisti dei necessari titoli autorizzativi.
È emerso che le schede di gioco installate negli apparecchi non rispettavano le specifiche tecniche; alcune risultavano inoltre dismesse da società terze, estranee all’attività illecita. Le macchine, il denaro contante custodito al loro interno — oltre 3.500 euro — e le schede elettroniche irregolari sono stati sottoposti a sequestro probatorio, provvedimento già convalidato dall’Autorità giudiziaria. Il legale rappresentante delle imprese coinvolte e un socio sono stati denunciati a piede libero, ritenuti, a vario titolo e in ipotesi d’accusa, responsabili di frode informatica e di esercizio di giochi d’azzardo.
Gli approfondimenti svolti hanno anche consentito di appurare che il predetto socio, pur risultando titolare del solo 1% delle quote, dirigeva, di fatto, l’attività dell’impresa mentre il rappresentante legale “ufficiale”, titolare del 99% delle quote, non esercitava alcun potere gestionale. All’esito delle attività, sono state contestate sanzioni amministrative che, nel minimo, sono pari a euro 87.000 (se corrisposte entro 60 giorni), nonché constatati tributi evasi e correlate sanzioni per oltre 6 milioni di euro, di cui euro 1.839.600 a titolo di “Prelievo Erariale Unico” (l’imposta applicata sulle somme complessivamente giocate negli apparecchi da intrattenimento), ed euro 4.415.040 per sanzioni e interessi.
Nel corso del servizio, i finanzieri hanno, inoltre, riscontrato violazioni alla normativa giuslavoristica, avendo identificato nei predetti locali due dipendenti irregolarmente retribuiti per contanti e un lavoratore completamente “in nero”, applicando, conseguentemente, sanzioni amministrative nei confronti del datore di lavoro per ulteriori complessivi 255.000 euro.
Infine, sono state constatate 10 irregolarità relative alla trasmissione e memorizzazione dei corrispettivi telematici e per l’assenza dei controlli periodici sul registratore di cassa.
In altri 5 interventi, operati presso sale giochi della Val di Susa, i finanzieri hanno rilevato, in un caso, la presenza, nel punto raccolta scommesse, di soggetti non in possesso della licenza di polizia, fattispecie contravvenzionale sanzionata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) e, in 4 casi, la violazione delle limitazioni orarie al funzionamento degli apparecchi da gioco prevista, sull’intero territorio piemontese, dalla Legge Regionale n. 19 del 2021.
Le operazioni confermano l’impegno della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a contrasto del gioco d’azzardo, a tutela degli operatori che rispettano le regole e dei giocatori da proposte di gioco insicure e prive di garanzie, salvaguardando così le fasce sociali più deboli della popolazione.
Il richiamato procedimento penale si trova, attualmente, nella fase delle indagini preliminari e le persone sottoposte a indagini sono da considerarsi innocenti sino all’emissione di eventuale sentenza di condanna definitiva.
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