ultime notizie
10 Aprile 2026 - 13:50
Il caso esploso al Bra calcio sta suscitando comprensibilmente una forte ondata di reazione. Sono tre i ragazzi (ex giallorossi, in quanto poi hanno lasciato la società dopo la promozione in Serie C) a processo con l’accusa di violenza sessuale a una ragazza conosciuta proprio durante i festeggiamenti per lo storico traguardo calcistico dello scorso anno. Tra gli imputati anche un calciatore monregalese, ora in forza al Livorno calcio.
«Con riferimento alle notizie odierne relative alla denuncia sporta da una giovane ragazza di Bra nei confronti di tre calciatori per stupro di gruppo, tra i quali Jesus Christ Mawete – scrive proprio la società livornese in un comunicato ufficiale – precisiamo quanto segue.
La società è venuta a conoscenza della circostanza solamente nella serata di giovedì 9 aprile scorso direttamente dall’avvocato del calciatore e ha potuto apprendere che i fatti contestati risalgono a un periodo precedente all’acquisto di Mawete da parte del Livorno.
La società non intende, in questa fase, entrare nel merito della vicenda giudiziaria riguardante il calciatore, nel rispetto di tutte le parti processuali e ritenendo che questo importante compito debba spettare esclusivamente agli organi competenti.
Ferma quindi la totale estraneità del club e altresì ferma la netta condanna di quanto avvenuto qualora fosse giudizialmente accertato, la società seguirà gli sviluppi della vicenda riservandosi di adottare i provvedimenti più opportuni a tutela dell’immagine del Livorno Calcio, della serenità dell’ambiente e dello spogliatoio, nel rispetto di tutte le parti coinvolte».
Gli altri coinvolti sono Fausto Perseu, 24 anni, di Roma, oggi nel Giulianova, e Alessio Rosa, 23 anni, di Tivoli, attaccante nel Ligorna. Interventi analoghi sono arrivati dalle due società.
La società Giulianova Calcio 1924 «prende atto delle notizie diffuse in queste ore dagli organi di stampa nazionali riguardanti il proprio tesserato Fausto Perseu. Nel rispetto della estrema delicatezza della vicenda e della indiscussa gravità delle tematiche coinvolte, la società intende esprimere con assoluta fermezza la propria totale condanna verso ogni forma di violenza, in qualsiasi contesto e sotto qualsiasi forma essa si manifesti e, maggiormente, quella sulle donne, che rappresenta una ferita inaccettabile e vergognosa per l’intera comunità civile. Allo stesso tempo, Giulianova Calcio 1924 ribadisce che l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità è di esclusiva competenza della magistratura, alla quale va, come sempre, la massima fiducia.
In questa fase, ogni valutazione deve necessariamente attenersi al rispetto delle procedure e delle garanzie previste dal nostro ordinamento. La società, nel pieno rispetto dei principi sopra richiamati, ha già avviato un confronto interno con il calciatore al fine di valutare soprattutto il suo attuale stato psicologico e personale. All’esito di tale percorso, verranno assunte con serenità e senso di responsabilità e di comune intesa con il tesserato le decisioni ritenute più opportune».
Questa la presa di posizione della società giallorossa. «L’Associazione Calcio Bra apprende con assoluto stupore il contenuto delle notizie oggi pubblicate su alcuni organi di informazione, che vedono protagonisti tre ex tesserati.
Nel rispetto dei principi di presunzione e di innocenza e con piena fiducia nella magistratura, l’A.C. Bra si astiene da qualsiasi commento e giudizio sui fatti riportati, prendendo le distanze da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna.
La società, a tutela della propria immagine, reputazione e onorabilità, si riserva ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti, ribadendo il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità.
Si precisa, infine, che il presente comunicato viene diffuso al solo fine di informare l’opinione pubblica e di tutelare la reputazione dell’A.C. Bra, assolutamente estranea alla vicenda, senza alcuna intenzione di anticipare giudizi o attribuire responsabilità che saranno accertate nelle opportune sedi».
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link