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15 Aprile 2026 - 11:26
Auto vendute a clienti che pagavano in contante, alterando "sistematicamente" la contabilità. «E i pagamenti ricevuti in assegni non venivano mai associati alla fattura emessa, quando emessa, nei confronti del reale emittente del titolo - spiega la Gdf di Savona -, ma, a seconda delle esigenze, ad altre fatture».
In molte circostanze, poi, le auto lasciate in permuta dai clienti non transitavano nella contabilità della società e risultavano cedute direttamente dall’ignaro ex proprietario, anziché dalla concessionaria. Così è finito nei guai un uomo, di origini albanesi, titolare di una concessionaria con sede in Albenga.
I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Savona lo hanno controllato nell’ambito dei propri compiti istituzionali, tesi all’individuazione e alla repressione dei più gravi fenomeni di evasione fiscale.
L’attività delle Fiamme Gialle, basata sulla capillare ricostruzione dei movimenti contabili e finanziari, anche grazie all’utilizzo del pervasivo strumento delle indagini finanziarie sui conti correnti della società, ha acclarato come il concessionario abbia accettato nel corso degli anni, in molteplici casi, pagamenti in contanti per l’acquisto di veicoli, anche di pregio.
L’imprenditore, inoltre, negli ultimi cinque anni, aveva presentato dichiarazioni dei redditi prossime allo “zero”, nonostante l’elevato tenore di vita, il consistente volume di autoveicoli venduti, gli incassi percepiti e gli immobili acquisiti dall’intero nucleo familiare.
Al termine della verifica fiscale i militari hanno constatato ricavi non dichiarati ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP per oltre 2,3 milioni di euro e un’IVA evasa superiore ai 250 mila euro e hanno richiesto alla locale Agenzia delle Entrate l’adozione delle misure cautelari reali amministrative (che, sostanzialmente, rappresentano un vincolo di indisponibilità sui beni per evitare la dispersione patrimoniale) previste dall’art. 22 del D.Lgs. 472/1997; il provvedimento è stato eseguito sui conti correnti sia della società sia dell’imprenditore oltreché su n. 22 autoveicoli intestati al soggetto economico verificato, attualmente interessati dalle procedure di pignoramento.
Ulteriori approfondimenti hanno, poi consentito di rilevare numerose violazioni alla normativa antiriciclaggio che vieta il trasferimento di denaro contante oltre precisi limiti quantitativi. Sotto questo profilo, i finanzieri hanno accertato trasferimenti di denaro avvenuti, in contanti, per importi superiori alle soglie di legge e hanno elevato e trasmesso alla Ragioneria Territoriale dello Stato, complessivamente, nei confronti del titolare del concessionario e dei clienti dello stesso, n. 56 processi verbali di contestazione di sanzioni amministrative antiriciclaggio, disciplinate dal D.Lgs. 231/2007, per un ammontare di oltre 2,8 milioni di euro.
L’intervento svolto dalle Fiamme Gialle di Savona si inquadra nell’ambito dei compiti attribuiti al Corpo della Guardia di Finanza, in via esclusiva o preminente, dall’art. 2 del Decreto Legislativo 19 marzo 2001, n. 68, ed è rivolto, in particolare, al contrasto delle forme più gravi di frode fiscale, che inquinano l’economia legale, comportano una artificiosa riduzione dei costi di “struttura” finalizzata alla massimizzazione dei profitti e mirano ad ottenere un ingiusto vantaggio competitivo in danno agli imprenditori onesti e alla collettività.
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