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15 Aprile 2026 - 11:43
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Una cena che avrebbe dovuto essere elegante e riservata si è trasformata in un incubo. A Venaria Reale, nel Torinese, un uomo di 68 anni è stato prima stordito e poi rapinato da una donna conosciuta su un sito di incontri, dove si presentava con il nome di “Francesca” e si descriveva come una chef professionista specializzata in cene di alto livello a domicilio.
L’episodio risale alla sera dello scorso 6 febbraio, ma solo dopo settimane di accertamenti i carabinieri sono riusciti a ricostruire nel dettaglio quanto accaduto, arrivando all’arresto di due persone, una donna di 49 anni e il suo compagno di 63, entrambi residenti nell’Alessandrino.
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo sarebbe stato narcotizzato durante la cena, per poi essere derubato di un orologio, 10 mila euro in contanti, documenti personali e carte di credito. A trovare il 68enne nella camera da letto, ormai privo di sensi, sono stati i soccorritori del 118, che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme ai militari.
A dare una svolta decisiva all’inchiesta sarebbe stato un dettaglio solo in apparenza secondario: una pentola di spaghetti lasciata sul tavolo della cucina. Gli accertamenti eseguiti sul contenuto hanno infatti rilevato la presenza di tracce di benzodiazepine, elemento che ha permesso agli investigatori di collegare il malore della vittima a quanto consumato durante la serata.
Da lì, gli approfondimenti si sono concentrati sulla donna, anche alla luce del profilo che lei stessa vantava online, costruito attorno all’immagine di una cuoca esperta e raffinata.
Fondamentale, nella ricostruzione, è stato anche il lavoro incrociato tra telecamere di videosorveglianza e movimenti di pagamento effettuati in diversi negozi, elementi che avrebbero consentito di far emergere anche il ruolo del compagno, ritenuto coinvolto nel piano.
Le successive perquisizioni nelle abitazioni dei due hanno restituito un quadro ancora più pesante. I carabinieri del nucleo operativo di Venaria hanno recuperato 8 mila euro in contanti, diversi farmaci psicotropi, parte della refurtiva sottratta alla vittima e anche telefoni intestati fittiziamente a un prestanome, presumibilmente usati per rendere più difficile l’identificazione. Non solo: sarebbe stato trovato anche un manoscritto con un elenco selezionato di potenziali bersagli, particolare che lascia intuire un sistema studiato con metodo.
C’è poi un altro aspetto che ha colpito gli investigatori. La donna sosteneva infatti di essere affetta da una grave malattia invalidante, al punto da costringerla sulla sedia a rotelle. Una versione che però sarebbe stata clamorosamente smentita dalle immagini di videosorveglianza, che l’avrebbero ripresa mentre si allontana a piedi dopo il colpo, portando con sé la refurtiva.
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