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24 Aprile 2026 - 14:39
Due importanti sequestri di droga oggi in Piemonte, nell'Astigiano e nell'Alessandrino.
In un blitz scattato lunedì scorso, al termine di una lunghissima indagine, i Carabinieri del Comando provinciale di Asti hanno sequestrato 22 chili di cocaina , pistole e proiettili. L'indagine si è concretizzata con il fermo di un cittadino albanese di 47 anni, pluripregiudicato.
Nel suo appartamento, ad Asti, gli uomini dell'Arma hanno trovato tre pistole cariche. E in un secondo luogo, sempre nella piena disponibilità del fermato, i Carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio deposito di droga e armi clandestine.
Oltre ai 22 chili di cocaina, purissima, pronti a essere immessi sul mercato in circa 100 mila dosi, sono state recuperate cinque pistole rubate, una delle quali con matricola abrasa, un silenziatore fabbricato artigianalmente e più di 200 proiettili, inclusi alcuni munizionamenti da guerra.
L'intero carico di stupefacenti avrebbe fruttato circa 5 milioni di euro. L'uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Alessandria.
Altra operazione importante quella dei Carabinieri della Compagnia di Acqui Terme (Alessandria), che hanno sequestrato 135 chili di marijuana in un casolare.
Vista da fuori, la cascina sembrava abbandonata: l'unica anomalia era l'eccezionale consumo elettrico che si rilevava nella zona. Tanto da far insospettire i tecnici della compagnia energetica, che hanno segnalato la stranezza.
E infatti, al suo interno, i militari hanno rinvenuto quattro serre perfettamente allestite per la coltivazione di cannabis.Gli arbusti, alti circa due metri, erano in pieno stato di crescita ed essiccazione. Con tutto l'occorrente: fertilizzanti, sistemi professionali di illuminazione e sofisticati apparati di ventilazione, insieme ad altro materiale necessario alla coltivazione intensiva delle piante.
Nel corso dell'intervento, i militari hanno arrestato un 23enne, ritenuto responsabile dei reati di coltivazione di sostanze stupefacenti e furto aggravato, che è stato portato presso la casa circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria.
L'intero impianto elettrico risulta alimentato attraverso un allaccio abusivo alla rete esterna, circostanza che configura anche il reato di furto di energia. La sostanza sequestrata e i macchinari sono adesso a disposizione dell'autorità giudiziaria per i successivi accertamenti tecnici.
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