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29 Aprile 2026 - 15:47
Foto Polizia di Stato
Un tentato colpo a uno sportello bancomat in provincia di Cuneo è il filo conduttore che porta a una storia ben più ampia, conclusa con l'arresto di un uomo (destinatario di un mandato di cattura per tentato omicidio) all'aeroporto di Malpensa, grazie alla tecnologia.
Dopo le perquisizioni nell'auto e in casa, sono state sequestrate anche alcune targhe automobilistiche clonate, una delle quali risulta direttamente collegata proprio al tentativo di furto a un bancomat nel Cuneese, episodio che ha acceso i riflettori su un possibile gruppo organizzato. Il dettaglio suggerisce un modus operandi strutturato: veicoli “puliti”, attrezzatura da scasso e movimenti studiati per colpire e sparire.
Il 13 aprile scorso, all’Aeroporto di Milano Malpensa, durante un controllo, l'uomo aveva tentato di sottrarsi agli agenti: si libera del giubbotto, si mescola tra la folla e riesce inizialmente a fuggire a bordo di un’auto. Ma la fuga dura poco. Grazie a videosorveglianza, banche dati e sistemi di riconoscimento facciale, gli investigatori riescono a dargli un nome e un volto.
Si tratta di un cittadino albanese di 36 anni e non è un soggetto qualunque. Su di lui pende un provvedimento definitivo per tentato omicidio, con una pena da scontare di un anno e un mese di reclusione, oltre ad altri cumuli in fase di definizione. Un passato pesante che si intreccia con attività criminali più recenti.
La svolta arriva quando gli agenti individuano una donna e un bambino legati all’uomo, in arrivo a Malpensa da Baku. Gli investigatori decidono di attendere. All’uscita dell’area arrivi, l’uomo si presenta per incontrarli. È lì che scatta il blitz: viene fermato prima che possa tentare una nuova fuga.
La perquisizione conferma i sospetti e restituisce un quadro inquietante. Tra gli oggetti sequestrati:
L’uomo è stato arrestato dalla Polizia di Frontiera sia in esecuzione del mandato per tentato omicidio sia in flagranza per porto abusivo di arma e ricettazione. È stato quindi trasferito nella Casa Circondariale di Busto Arsizio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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