ultime notizie
10 Aprile 2026 - 16:17
La foto del momento in cui il fachiro si fa sotterrare
Ho un ricordo di ragazzo che ricollego ad una coppia di anziani coniugi abitanti a Mondovì Carassone: Nino “l’barbè” e Adriana. Avevano casa in via Botta, la strada stretta e lunga che unisce il piccolo cuore commerciale del rione allo slargo davanti alla chiesa ed alla scuola. Di Nino ho fissato un’immagine senz’altro semplificata dall’acqua passata sotto i ponti: portava radi capelli bianchi pettinati all’indietro, e quasi sempre indossava una di quelle polo di lana a manica lunga che, nel tempo, sarebbero state rivalutate come capo basic-chic destinato all’uomo dal guardaroba raffinato ed essenziale, ma che allora rappresentavano il pezzo principale di una specie di divisa comune a nonni, pensionati e ottuagenari.
Quella polo aveva normalmente colore granata, e non a caso, considerato che Nino e Adriana erano sfegatati tifosi del Toro. Ogni anno sottoscrivevano l’abbonamento in tribuna al Comunale e parlavano quasi esclusivamente delle vicende – all’epoca dignitosissime – del Torino. In particolare Adriana, una donna minuta dall’aria sbrigativa e simpatica, si appostava dietro alle imposte a tutt’altezza della porta finestra che affacciava sulla strada, lasciandole sempre socchiuse, ma tenendosi pronta per aprirle con un gesto secco ed improvviso all’apparizione di un passante qualsiasi, con il quale valesse la pena di attaccare bottone. Sul Toro, naturalmente: sulla partita della domenica precedente, su quella che sarebbe arrivata, sull’opportunità di rinnovare l’abbonamento allo stadio. Erano conversazioni fuggevoli da cui si cercava di svignarsela, perché, per un meccanico ed incomprensibile fatto generazionale, i ragazzi raramente hanno la pazienza di stare a sentire i discorsi degli anziani, salvo poi, venuti meno questi ultimi, crogiolarsi nel rimorso per non averne fatto tesoro e per non aver trattenuto i particolari.
L'INCREDIBILE FACHIRO CHE SI NASCOSE SOTTO TERRA DURANTE LA PARTITA
Ma una volta, chissà come, il tema della chiacchierata deragliò dalle consuete questioni a tinte granata, pur mantenendosi in ambito calcistico. Fu lì che Nino tirò fuori la storia del fachiro. Lui stesso dimostrò di non saperne granché. Mi raccontò che sul campo di pallone di Carassone, pochi passi più in là, in un imprecisato anno di molto risalente, si era presentato un tizio intenzionato a dar vita ad un esperimento singolare: scavare una fossa nel bel mezzo di quel rettangolo di gioco ritagliato in mezzo ai prati, abbastanza scalcinato e polveroso da non risentirne, infilarcisi dentro e rimanervi, beninteso dopo la chiusura della buca ed il ripristino del terreno, durante l’intero svolgimento di una partita. La faccenda incredibile è che gli accordarono il permesso e che quel proposito si trasformò in realtà. Venne infatti disputato un regolare match calcistico, con il fachiro al di sotto del livello del suolo, calpestato dai tacchetti di ventidue calciatori presumibilmente di inizio '900.
Ecco, null’altro aveva da aggiungere il vecchio Nino; o più probabilmente fu chi scrive, a causa della giovanile superficialità di cui si è detto, a mancare dell’attenzione necessaria per ascoltare i dettagli supplementari che pure gli erano stati narrati, e per serbarne un conseguente ricordo. Fatto sta che l’episodio rimane circondato da una cortina di mistero, essendo troppi gli aspetti decisivi ignoti: chi fosse mai quel fachiro, da dove venisse e per quale diavolo di ragione si sottopose a quella prova, se ne sia uscito vivo o se sia stato dimenticato al termine delle ostilità – e giaccia tuttora – là sotto. Certamente singolare è che, a dispetto del fascino di quella storia, sostanzialmente nessuno la conosca. È una vicenda oscura e affatto inesplorata, non semplicemente dimenticata. Nemmeno il mirabolante ritrovamento, anni dopo il racconto di Nino, della fotografia che vedete qui riprodotta, ha aiutato a dissolvere i dubbi; semmai ne ha aggiunti, inducendo ad interrogarsi sulla possibile presenza dei calciatori della Juventus (e magari – l’istantanea in bianco e nero non aiuta – anche di quelli del Torino tanto amato da Nino e Adriana) sul campo di Carassone, disastrato e senza un filo d’erba, proprio nel giorno in cui arrivò l’enigmatico fachiro ad ulteriormente dissestarlo e a seppellircisi sotto, forse per sempre.
Resta invece chiara una cosa. In decenni di domeniche spese a raccontare il calcio locale, sono stati i personaggi che un tempo lo affollavano a contagiare noi del giornale come una malattia. Gente capace di cadere mani e piedi in imprese strampalate o in guai seri, di compiere vere e proprie follie, di sacrificare vite e vincoli familiari per amore del pallone. Il fachiro di Carassone è stato il primo, e il più pazzo di tutti. Per lui e per tutti gli altri che sarebbero venuti poi, e che adesso sono di colpo spariti, proviamo un’irrefrenabile, tremenda nostalgia.
Edicola digitale
I più letti
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link