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Bormida si mobilita contro la riapertura della cava Giambrigne

Insostenibile impatto che l’attività estrattiva avrebbe sulla qualità della vita, sulla viabilità e sull'equilibrio ambientale

Bormida si mobilita contro la riapertura della cava Giambrigne

Si è tenuta ieri sera, venerdì 17 aprile, presso la Sala Trasparenza del Comune di Bormida, un’affollata assemblea pubblica dedicata agli ultimi sviluppi giudiziari riguardanti il progetto della Società Giambrigne. Al centro del dibattito, la recente sentenza del TAR Liguria e le strategie legali da mettere in campo per opporsi alla riapertura del sito estrattivo.

L’incontro ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e dei legali incaricati, che hanno illustrato nel dettaglio l’esito del giudizio e analizzato le concrete possibilità di intervento in sede di opposizione.

Notevole la risposta della cittadinanza: circa 50 persone hanno preso parte al confronto, manifestando una posizione compatta a difesa del paese. Il timore diffuso tra gli abitanti riguarda l’insostenibile impatto che l’attività estrattiva avrebbe sulla qualità della vita, sulla viabilità e sull’equilibrio ambientale di Bormida.

Durante l’assemblea sono state valutate tutte le strade percorribili, sia sul piano tecnico che giuridico, per scongiurare definitivamente la riapertura della cava. L’obiettivo comune è chiaro: proteggere il territorio da un’opera ritenut incompatibile con le vocazioni del borgo e con la serenità dei suoi residenti.

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