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Sono 4 e non 10 i migranti in arrivo a Carcare

Il sindaco Mirri: «La minoranza diffonde notizie false, scorrette e allarmistiche»

Sono 4 e non 10 i migranti in arrivo a Carcare

«Il gruppo di minoranza ha diffuso notizie false, scorrette e allarmistiche parlando dell’arrivo di 10 richiedenti asilo al CAS di Vispa a Carcare. Assolutamente non è vero. A quanto pare non sanno leggere neanche gli atti» così replica il sindaco Rodolfo Mirri al comunicato diffuso ieri, mercoledì 23 aprile, dai consiglieri del Grippo di minoranza “Insieme per Carcare”.

«Gli atti ufficiali della Prefettura (ricevuti in data 13 aprile 2026 prot. N. 4573) parlano chiaro: 10 trasferimenti complessivi da Pietra Ligure, suddivisi tra Comuni: 4 a Carcare, 4 ad Altare e 2 a Dego. A Vispa arriveranno 4 persone, non 10 - sottolineano il primo cittadino e l’assessore ai Servizi sociali Simone Ziglioli -. Ad oggi, inoltre, nel CAS di Vispa sono presenti solo 2 cittadini stranieri. Anche con i nuovi arrivi si arriverebbe a 6 presenze, in una struttura che può ospitarne fino a 20. Diffondere numeri falsi significa una cosa sola: creare paura tra i cittadini in modo irresponsabile. Per questo motivo respingiamo con forza queste dichiarazioni e ci riserviamo di agire per le vie legali».

«Gravi anche gli attacchi all’assessore ai servizi sociali: affermazioni di cui chi le ha fatte dovrà rispondere nelle sedi opportune - rimarca Mirri -. E a Ferraro & Company ricordiamo un fatto semplice che conoscono benissimo: il Comune non decide su queste assegnazioni, perché le competenze sono della Prefettura. Quando amministravano loro, hanno fatto esattamente lo stesso». «Infine, basta mistificazioni: l’impegno preso con i cittadini di Vispa su controllo e monitoraggio è reale e quotidiano, in collaborazione con la cooperativa. I numeri lo dimostrano: da 20 presenze si è scesi a 2. Ad oggi il CAS non ha creato nessun tipo di problema e la collaborazione con la cooperativa per attività di lavoro socialmente utile sta andando avanti. Prima di parlare, dovrebbero “studiare” le carte. Prima di diffondere notizie, dovrebbero verificarle. Perché sulla pelle dei cittadini non si fa propaganda» concludono Mirri e Ziglioli.

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