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08 Gennaio 2026 - 15:09
Un "Accordo Lavoro Famiglia" «per favorire la conciliazione in Piemonte». Come? Con voucher rivolti alle donne, sia occupate che disoccupate, per pagare rette di asili nidi o micronidi, baby sitter, servizi pre e post scuola e altro ancora al fine di non dover più scegliere tra lavoro e famiglia.
«La Regione Piemonte intensifica le misure a favore dell’occupazione femminile - spiegano da Torino - anche e soprattutto considerando il buon posizionamento del Piemonte rispetto alla media italiana di donne occupate e disoccupate. Il tasso di occupazione femminile, a settembre 2025, si attesta al 63,6% a fronte di una media nazionale del 53%. Anche il gender gap, ovvero la differenza tra tasso di disoccupazione maschile e femminile in Piemonte si attesta al 10,6 contro il 18 nazionale».
Lo hanno chiamato “Piano A.L.Fa”: 17 milioni di euro per piani di welfare aziendale delle imprese e voucher di conciliazione per le donne.
Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro e Welfare aziendale della Regione Piemonte: «Il welfare aziendale, vera politica attiva del lavoro, è oggi una leva strategica irrinunciabile: non solo per le istituzioni e le imprese, ma per i lavoratori stessi, sempre più attenti alla qualità del tempo, ai servizi di conciliazione, al benessere complessivo della propria vita. Per questo la Regione non lascia soli gli imprenditori nel vincere questa sfida. Al contrario, tende loro la mano e li affianca concretamente affinché possano progettare e offrire ai propri dipendenti misure capaci di migliorare davvero la qualità della vita, rendendo le imprese più attrattive, responsabili e competitive. Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia. Il Piemonte agisce in piena sintonia con l’azione del Governo: una visione che mette al centro lavoro, famiglia e merito come pilastri della Nazione. In sinergia con le politiche nazionali costruiamo un welfare che accompagna le persone lungo tutto l’arco della vita e che sostiene chi produce, educa e si prende cura».
Piani di welfare aziendale delle imprese
Concertato con le parti sociali e con una dotazione economica di 8 milioni di euro, entro il mese di febbraio prenderà il via il primo bando destinato alle imprese piemontesi per l’attivazione Piani integrati di Welfare per la vita e il lavoro. A partire dall’analisi dei fabbisogni della propria azienda, due o più imprese, in Associazione temporanea di impresa o di scopo e in partenariato con associazioni di categoria, enti bilaterali, società di mutuo soccorso e grandi imprese, potranno presentare domanda di contributo alla Regione scegliendo i servizi da attivare.
Molti i servizi ammessi al finanziamento: lavoro agile e smart working (strumenti tecnologici formazione sul lavoro agile e assistenza operativa), servizi per minori (rette scolastiche, pre e post scuola, attivazione di nidi aziendali, baby parking, baby-sitting), il supporto a familiari fragili (servizi di assistenza domiciliare, diurna o residenziale per familiari anziani o non autosufficienti), mobilità sostenibile ( convenzioni su car pooling, bike sharing, navette aziendali e scuolabus a prezzi agevolati), salute (polizze assicurative sanitarie integrative). Le proposte progettuali dovranno avere un valore minimo di 80.000 mila euro e una durata di 24 mesi; a fronte di un cofinanziamento del 25%, le imprese potranno richiedere un contributo fino a 200 mila euro.
Nella seconda parte dell’anno saranno attivati i Voucher di conciliazione, finanziati con 8,5 milioni di euro: rivolti alle donne, sia occupate che disoccupate, con un reddito ISEE fino a 40mila euro, avranno un valore fino a 6.000 mila euro complessivi per una durata di 12 mesi anche non consecutivi. Per favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro, le donne disoccupate potranno richiedere il voucher garantendo la partecipazione a percorsi di politica attiva.
Anche in questo caso molto ampia la gamma di servizi finanziabili, pensati per i diversi carichi di cura:
La gestione dei voucher sarà affidata a un provider esterno, senza richieste di anticipo o obbligo di rendicontazione, rendendo semplice la fruizione dei servizi alle donne piemontesi.
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