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02 Marzo 2026 - 18:42
«Sono stato io a rendere pubblico il fatto che fossi bloccato a Dubai. E sono sempre io che ho scelto di restare lì il primo giorno: avrei potuto venire via subito: ho scelto di restare lì perché c'erano i miei figli».
Lo ha riferito il ministro della Difesa, Guido Crosetto (cuneese), in audizione davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato in seduta congiunta in merito alla situazione internazionale in Medio Oriente. «Poi, dopo la notte di bombardamenti, sono rientrato. Perché ero lì? Perché ero in ferie. Non sono un incosciente. Ho passato un giorno bloccato in un bunker per stare lì coi miei figli. Non mi sembrava giusto far rientrare anche i miei figli con un volo di Stato: quando sono stato certo che erano al sicuro, li ho lasciati lì».
E ha aggiunto: «Gli USA e Israele non hanno avvisato alcun Governo d'Europa. Non lo hanno fatto perché gli aerei sono decollati non quando era previsto, ovvero questa settimana, ma quando erano certi di colpire l'obiettivo. Ecco perché non hanno avvisato nessuno. Mi preoccupano le conseguenze economiche e l'implicazione delle conseguenze nei Paesi del Golfo. Non vedo soluzioni a breve termine in questa guerra: è uno scenario molto più complicato di quelli precedenti. E mi chiedo: un attacco simile, che effetti avrebbe in Italia? Peggiori che a Dubai. Le nostre difese da queste nuove armi, i doni, sono molto più difficili che verso armi tradizionali. Sappiamo difenderci dai missili, ma meno dai droni. Stiamo investendo in difesa dopo ciò che è avvenuto in Ucraina ma siamo partiti tardi».
«Un attacco come questo in Italia avrebbe conseguenze peggiori: sappiamo difenderci dai missili ma non dai droni»
In Commissione anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l'appello alle forze politiche: deve prevalere l'unità, la responsabilità e l'equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini. La crisi in atto incide direttamente sulla nostra sicurezza nazionale, su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell'area, sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo.
Nelle prime ore di sabato Usa e Israele hanno deciso per un attacco combinato nei confronti dell'Iran: Usa e Israele, in autonomia e nella riservatezza, hanno deciso di agire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. L'operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e, speriamo, aprire la strada a un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita. Uno scenario in cui i molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica. L'obiettivo dell'azione in corso è l'eliminazione del rischio nucleare e missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi ultimi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione, ma anche dell'Europa».
Ha aggiunto: «Non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell'azione del Governo. Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese».
«Le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese»
Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l'80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti. In queste ore l'Unità di Crisi sta favorendo l'organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa e dovrebbe atterrare a Fiumicino stasera verso le 21-21.30. La paralisi del traffico aereo ha conseguenze su larga scala. Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento Ufficiali dell'Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker, e sono tutti incolumi. Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza».
Ancora Tajani: «Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime. Fino all'ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato. Ma l'Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. La linea politica (dell'Italia, ndr) è quella dell'Unione europea. Non siamo isolati, abbiamo partecipato a una riunione e approvato un documento, quella è la linea che segue l'Ue e noi non siamo affatto isolati
Crosetto: «La crisi presenta caratteristiche di elevata ampiezza e le operazioni sul campo Epic fule e Roaring Lion sono state pianificate per colpire nodi chiave iraniani sul centro comando, sui sistemi aerei e su programmi missilistici ritenuti dagli Usa e da Israele una minaccia imminente. L'attuale crisi mostra la necessità di avere una riflessione sugli strumenti normativi che disciplinano la partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali che possono mutare rapidamente e imprevedibilmente. Tuttavia la crisi comporta un'evoluzione tale da richiedere in alcuni casi la possibilità di adeguare la presenza militare dislocata in funzione delle esigenze operative del personale e quindi strumenti più flessibili pur nel rispetto del Parlamento. Dallo stretto di Hormutz passa il 20% del petrolio mondiale pari a 17-20 milioni di barili al giorno e oltre il 30% del commercio globale del gnl. Si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale. Già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti fino al 30-40%", ha detto ancora Crosetto, nell'informativa in corso davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il traffico commerciale è stato fortemente ridotto: la guerra commerciale è uno dei temi che dobbiamo porci, dove non arrivano i missili arrivano gli effetti di questa guerra.
I Paesi del Golfo, che stanno esprimendo una fortissima preoccupazione per l'evoluzione della crisi e hanno manifestato la necessità di rafforzare con urgenza le proprie capacità di difesa, hanno chiesto all'Italia la possibilità di fornire sistemi di difesa e quando intendo qualcosa, intendo sistemi di difesa antidrone o altri aerei", ha poi riferito assicurando che "io verrò in Parlamento per la richiesta di aiuti dei paesi del Golfo che non sono armi, ma aiuti per la difesa e la logistica. Questa scelta è una valutazione politica, economica che personalmente mi vede a favore».
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