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Don Ciotti: «Noi siamo la speranza che non si arrende»

In migliaia per il corteo di Libera contro le mafie. Letti i nomi delle vittime

Don Ciotti: «Noi siamo la speranza che non si arrende»

«Noi siamo la speranza che non si arrende»: Con queste parole il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, si è rivolto ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, più di cinquecento, giunti da tutta Italia a Torino per la trentunesima Giornata della memoria e dell’impegno, in calendario domani.

In migliaia oggi a Torino hanno preso parte al corteo promosso da Libera. «C'è il diritto alla verità - ha detto Ciotti - per cui dobbiamo lottare, perché non è possibile che l'80% delle vittime innocenti non abbia verità. L'omertà uccide la verità, ma uccide anche la speranza, e senza verità non c'è giustizia».

Al corteo sono presenti i familiari delle vittime, il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, la segretaria del Pd, Elly Schlein, il segreterario generale della Cgil, Maurizio Landini, e Nicola Fratoianni, leader di Avs. Dall'altoparlante in testa alla sfilata la musica si alterna alla lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia.

"Siamo tornati qui - ha detto don Luigi Ciotti - per camminare insieme, per vivere una memoria viva, quella che vuole scuotere un po' di più le coscienze delle persone.

"Le tante persone che stanno partecipando alla manifestazione sono un grande segnale di speranza - ha detto il magistrato Cesare Parodi, presidente dell'Anm -. Il contrasto alla criminalità organizzata - ha osservato ha Giovanni Bombardieri, capo della procura di Torino e della Dda del distretto piemontese - passa anche attraverso l'impegno della società civile, e oggi vedere tanta gente insieme ai familiari delle vittime delle mafie è importantissimo: vuol dire che si comprende il significato e l'importanza di questo impegno. Oggi è una giornata bella".

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