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La Monregale non ha (più) paura. Questione salvezza già archiviata a gennaio?

I ragazzi di Magliano regolano e spediscono a casa pure il Vanchiglia terzo in classifica. Ospiti ribaltati grazie a Giraudo e ad una magia di Ermanno Meti

La Monregale non ha (più) paura. Questione salvezza già archiviata a gennaio?

La festa della Monregale al termine dell'inaspettato e meritato successo sul Vanchiglia

Ce lo hanno ripetuto alla nausea in gioventù e in fondo appartiene ad un certo modo di essere tipico della profonda provincia piemontese: si fa strada nella vita non certo esaltandosi del tanto o del poco che si è o che si ha, oppure simulando qualità inesistenti, ma osservando un profilo basso, muovendosi sottotraccia, evitando i proclami vuoti ed inutili e, soprattutto, unendo ad una sana, genuina modestia la serietà, la fatica, l’impegno. Questa è stata, ed è, l’ispirazione che ha pervaso sinora, e che felicemente contrassegna, il cammino della Monregale sotto la guida illuminante di un allenatore di nome e cognome Michele Magliano, uno che, da buon cuneese, ha di certo ben chiaro quell’insegnamento, e di giornata in giornata si sta dimostrando un vero e proprio fuoriclasse della panchina e dello spogliatoio. È a lui che va riconosciuta la gran parte del merito per una condizione così rosea maturata così in fretta, sulla quale nessuno, a settembre, avrebbe scommesso un euro né una moneta del vecchio conio: perché la missione salvezza, che all’inizio pareva un viaggio nelle spine e nelle tribolazioni, superiore alle forze in dotazione alla piccola neopromossa, ora che siamo appena a metà gennaio ha quasi assunto le sembianze della bazzecola, della pratica ordinaria risolta senza chissà quale applicazione o quale patema. Sappiamo, invece, che gli sforzi e le fatiche non sono stati affatto lesinati ed è lì, il segreto di cui sopra: l’umiltà mescolata al lavoro a testa bassa che, quasi sempre, permette di andare lontano. E che distilla preziose, memorabili soddisfazioni e giornate gloriose, lasciando impensabilmente a bocca asciutta realtà, almeno in teoria, appollaiate molto più in alto.

DOPO FOSSANO, UN NUOVO EXPLOIT MONREGALESE CONTRO UN'AVVERSARIA DI ALTA CLASSIFICA
Ad esempio il Fossano, a novembre e, ora, i torinesi del Vanchiglia. E come non lo era stato al “Pochissimo”, nella casa degli azzurri di Paolo Fresia, anche il successo sulla storica formazione del capoluogo (divisa di un bel granata e fondazione risalente addirittura al 1915) si rivela tutt’altro che casuale, fortunoso, arraffato in qualche modo. È, anzi, figlio di una certa e non episodica superiorità, dell’organizzazione della truppa, dei lampi di bravura dei singoli che emergono decisivi e lucenti man mano che si srotola la partita. La quale, vista lì per lì ed esternamente, presenta un contorno ben poco accattivante: vien giù una pioggerellina fitta e diffusa, il freddo e l’umidità si infilano nelle ossa e la visibilità è poco meglio di quella del match di tennis Fantozzi-Filini. Giudicando il libro dalla copertina, ci sarebbe pure una formazione ospite palesemente più in palla, sorretta da un pressing a tutto campo e capace di agguati improvvisi e di folate avvelenate.

BERGESIO PARA UN RIGORE, MA POCO DOPO ARRIVA IL VANTAGGIO OSPITE
Cose e situazioni che la Monregale dà più che l’impressione di patire e che, non a caso, conducono dapprima al rigore per fallo di Porcaro su Nastasi, affidato a Marginean e ributtato in angolo da Bergesio con un mezzo prodigio, e quindi al vantaggio-riscatto dello stesso Marginean, imbeccato in profondità da Tatili. I ragazzi di Magliano, però, già prima del gol non erano stati a guardare, pur con qualche sofferenza e qualche ombra, vedi le troppe sbavature di un Leo Di Salvatore decisamente sottotono. Ma per il resto i meccanismi avevano preso a funzionare, specie sull’asse centrale del campo e grazie, in particolare, all’ispirazione notevolissima di Meti e alla fastidiosa (per gli ospiti) insidiosità di Comino.

ANCHE COMINO IPNOTIZZATO DAL DISCHETTO, RIMEDIA GIRAUDO
Non ci si stupisce, perciò, che la risposta nostrana arrivi ben presto: non quando Di Salvatore (Leonardo) azzecca la giocata e si fa stendere in area da Meriacre, perché pure il portiere torinese Godio regala ai suoi il miracolo ipnotizzando Comino dal dischetto, ma sul corner che ne deriva, sviluppatosi nel lancio di Passerò, in un successivo flipper di piedi e di stinchi e nella prodezza di Giraudo che dal cuore dell’area, spalle alla porta, si volta e infila la – non banale – zampata del pari. L’equilibrio ristabilito sul piano del punteggio si ripercuote anche su quello dei valori espressi dalle duellanti: è ormai evidente, pur nel velo di nebbiolina che cala sul sintetico del CSM, che la Monregale ha preso le misure a quelli del Vanchiglia e che vanno dissolvendosi i punti di forza esibiti in precedenza da questi ultimi. Non che i torinesi crollino di colpo, ma serpeggia palpabile la sensazione che abbiano già dato il meglio, e che, di contro, siano ben lungi dal ritenersi esaurite le risorse locali.

RIPRESA NEL SEGNO DELLA MONREGALE: LE OCCASIONI DI GABRIELE DI SALVATORE E COMINO, CAPOLAVORO DI METI PER IL DEFINITIVO 2-1
Il conto della serva delle occasioni, poi, vede prevalere nettamente i ragazzi di Magliano, pericolosissimi con Gabriele Di Salvatore (pennellata da fuori che fa gridare al gol) e con Comino che manca la deviazione sottoporta per questione di centimetri. Il crescente talento della Monregale nelle trame corali e palla a terra sfocia quindi, diremmo sacrosantamente, nel definitivo sorpasso: Giraudo e Bongiovanni fanno da spalla a Meti che si prende la scena disegnando un articolato prestigio di finte e controfinte sul quale nessuno nell’area torinese ci capisce nulla, e infine facendo partire la perfetta stoccata rasoterra. Un capolavoro che mette le ali alla Monregale, che da lì graffia seriamente con Comino, Meti e Porcaro, mentre là dietro un monumentale Passerò e i compari di reparto soffocano ogni fiammella ed ogni rigurgito ospite. Adesso, dopo la Cheraschese, arriverebbero certi appuntamenti (Cuneo e Alessandria) da far tremare i polsi. Ma questa Monregale non ha più paura.

MONREGALE 2
Bergesio, Passerò, Del Santo, Mulassano, Porcaro, Canova (84’ Ornato), Giraudo, Comino, Meti, Di Salvatore G. (76’ Botasso), Di Salvatore L. (60’ Bongioanni). All. Magliano

VANCHIGLIA 1
Godio, Ciociola (86’ Calderini), Meriacre, Nastasi, Bayet, De Letteriis, Troia (89’ Schiavuzzi), Bussi, Caforio, Marginean, Tatili (62’ Gennaro). All. Binandeh

RETI. 32’ Marginean (V); 44’ Giraudo (M); 67’ Meti (M).

ARBITRO. Giovannini di Pinerolo.

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