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Forte scossone nel calcio locale: Alba e Bra si fondono? Che succede

Dalla conferenza stampa dei due club emerge l’ipotesi di un progetto condiviso per il futuro tra Langhe e Roero.

Forte scossone nel calcio locale: Alba e Bra si fondono? Che succede

I due presidenti Pioggia e Germanetti

Nella giornata di ieri, è arrivato un forte scossone nel mondo del calcio dilettantistico cuneese. Potrebbe nascere una nuova realtà calcistica nel cuore della Granda. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa congiunta organizzata giovedì 5 marzo ad Alba dai presidenti di A.C. Bra, Giacomo Germanetti, e Albese 1917, Maxim Pioggia.

L’incontro, ospitato all’hotel Calissano, ha acceso i riflettori su un progetto che potrebbe portare a una collaborazione – o addirittura a una fusione – tra due delle principali società calcistiche del territorio. Questo non è ancora chiaro.

L’idea, ancora in fase di studio, è quella di unire le forze per costruire una società più strutturata e competitiva, capace di rappresentare non soltanto Bra o Alba, ma un’area più ampia tra Langhe e Roero. “Una nuova realtà importante”, l’hanno definita i due dirigenti, sottolineando come l’obiettivo sia dare stabilità e prospettive al calcio locale.

La base sportiva e il nodo Serie C

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la posizione sportiva. Il punto di partenza potrebbe essere la matricola del Bra, attualmente iscritta al campionato di Serie C, che diventerebbe la base per la nuova entità sportiva qualora il club giallorosso riuscisse a mantenere la categoria.

Secondo quanto emerso durante l’incontro con i giornalisti, il progetto resterebbe comunque in piedi anche nel caso in cui la permanenza tra i professionisti non venisse confermata, segno della volontà di costruire qualcosa di duraturo e sostenibile.

Stadio e territorio

Un altro tema affrontato riguarda l’impiantistica. Tra le ipotesi al vaglio, lo stadio San Cassiano di Alba sembra essere al momento la soluzione più concreta per ospitare le eventuali gare della nuova squadra, grazie alla possibilità di adeguare l’impianto in tempi relativamente brevi alle esigenze dei campionati nazionali.

La scelta dell’impianto è strettamente legata anche alla dimensione territoriale del progetto, che punta a coinvolgere istituzioni, sponsor e tifosi delle due città. Attualmente il Bra in Serie C gioca i match casalinghi a Sestri Levante.

Identità ancora da definire

Molti aspetti restano però aperti. Nome, colori sociali e forma societaria definitiva non sono stati ancora stabiliti. Tra le ipotesi circolate c’è anche quella di una denominazione che richiami entrambe le città, come “Albra”, ma al momento si tratta soltanto di suggestioni, tutte da verificare.

Il tema dell’identità, inevitabilmente, si intreccia con quello delle tifoserie: unire due storie calcistiche diverse non è mai semplice, ma i dirigenti ritengono che il territorio possa trarre beneficio da un progetto più ambizioso e condiviso. 

Un progetto che fa discutere

L’idea di unire due piazze storicamente distinte ha già acceso il dibattito tra appassionati e addetti ai lavori. Da un lato c’è la prospettiva di costruire una società più forte, capace di competere stabilmente ad alto livello; dall’altro il timore di perdere parte dell’identità storica dei club.

Per ora si tratta di una fase preliminare. I prossimi mesi, probabilmente entro la fine della stagione sportiva, saranno decisivi per capire se la collaborazione tra Bra e Albese resterà un progetto o se porterà davvero alla nascita di una nuova realtà calcistica nel panorama piemontese. Sui social non sono mancati commenti contrari. Staremo a vedere.

Di sicuro, tutte le altre società della Provincia guardano con curiosità e interesse a quello che accadrà tra Langhe e Roero.

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