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08 Marzo 2026 - 22:19
Raffaele Bosio e compagni festeggiano la rete dell'1-1 in rimonta sulla Saviglianese
Ce lo insegna uno sguardo all’archivio delle stagioni della Monregale: le squadre allenate da Franco Giuliano normalmente sbocciano come primule ai primi accenni di primavera e, anziché appassire in fretta, si mantengono fiorite e rigogliose fino a fine torneo. E infatti, più lanciata di così, con il suo scintillante, recente filotto di cinque vittorie consecutive che l’ha sparata nelle alte sfere del girone, la Saviglianese non poteva presentarsi, al cospetto di un Narzole invece traballante ad insufficiente distanza di sicurezza dal baratro. Ma chi ha bisogno di punticini tanto piccolini quanto essenziali per puntellare la situazione, come – appunto – i biancorossi di Lo Nano, non può guardare in faccia nessuno né permettersi di star lì a fare distinguo fra giornate in apparenza proibitive e sfide contro avversarie più abbordabili: uno spiraglio per uscirne lo si deve cercare contro tutti e tutto, indipendentemente dal lignaggio e dal curriculum dei rivali. Se del caso, ed anzi necessariamente, adattandosi alle difficoltà dell’impegno e plasmandosi secondo le caratteristiche di chi sta di fronte, e magari, in certi frangenti della gara, senza disdegnare l’adozione di uno schieramento talmente prudente e abbottonato da ricordare, vagamente per carità, quel vecchio arnese in disuso un tempo chiamato catenaccio.
Il Narzole, però, non vive la sua domenica soltanto ad attendere tremante le folate dell’illustre dirimpettaia, che viene per contro affrontata con ben pochi timori e complessi. Depetris e soci, cioè, per gran parte dei 90' imbrigliano i "maghi" così accuratamente e disinvoltamente che ad un ipotetico spettatore ignaro non verrebbe da sospettare lo spaventoso divario invece esistente, in graduatoria, fra le due sfidanti poste di fronte a sé; e, peraltro, non si limitano a cancellare l’attesa superiorità degli ospiti ma, sia pure a tratti, li punzecchiano e infastidiscono, infine cavandone un pari non certo arrabattato né immeritato.
È vero, poi, che in fatto di occasioni da rete nude e crude c’è una qualche prevalenza dell’11 di Giuliano, ma è altrettanto vero che non si tratta di nulla di particolarmente evidente o clamoroso. A ben vedere, solo nella prima fetta dell’incontro i rossoblù risultano più concreti ed insidiosi, in virtù di una manciata di sporadiche frecciate: quella di Ambrosino, che con una magia si libera della morsa di David e Dompé ma poi, al momento del tiro, subisce l’intervento salvifico di quest’ultimo; quella di Madali Chelarescu scappato alla guardia dello stesso Dompé ma fermato dall’uscita del portiere; quella firmata Martino, artefice di un sinistro a giro bello ed efficace soltanto nelle intenzioni.
Il tutto mentre il Narzole propone brandelli di trame e idee apprezzabili, arrivando però da lì a poco a spaventare seriamente Nardi con un pallone scagliato da Giraudo ad un soffio dal palo più lontano (33’) e a costringere gli ospiti ad un affannoso recupero su Zabena (39’). Nella ripresa, lì per lì, la sceneggiatura del match pare registrare la classica svolta che ti aspetti: e, cioè, che la squadra più forte e quotata, di riffa o di raffa, si trovi servito sul piatto d’argento l’escamotage per risolvere anche una domenica opaca e difficoltosa come questa. Vale a dire, il classico rigorino piovuto dal cielo (e a nostro parere generoso/discutibile/ingiusto: fate voi) per un pallone finito sul braccio di Bosio, apparentemente aderente al corpo.
Rigorino che, per la cronaca, capitan Thomas Sacco sbatte in rete senza pensarci troppo su. Sennonché la suddetta svolta non dura, vuoi per l’incapacità della Saviglianese di impacchettare il vantaggio, vuoi per il desiderio di riscatto che ci mettono il Narzole e, in particolare, il già menzionato Bosio. In pochi attimi, l’esterno biancorosso passa da possibile e pallido colpevole della frittata a salvatore della patria, e lo fa grazie ad una vera prodezza, perché, sull’angolo di Chirulli, si inarca disegnando una traiettoria verso l’incrocio dei pali; la palla tocca il montante e va dentro, vanificando il tuffo di Nardi e suggerendo la conclusione che la condanna del Narzole alle braci della retrocessione, facilmente pronosticabile fino a poco tempo fa, è, in realtà, tutt’altro che già scritta.
NARZOLE 1
Benabid, Dompé, David, Depetris, Curti F. (68’ Matija), Bosio, Giraudo (88’ Stafa), Chirulli (83’ Pinto), Zucco (73’ Curti L.), Mazzucco, Zabena (84’ Feraru). All. Lo Nano.
SAVIGLIANESE 1
Nardi, Cavallera, Petiti (77’ Neri), Bedino, Chelarescu G., Esposito, Chelarescu M. (65’ Ndoja), Martino, Ambrosino (77’ Paschetta), Sacco, Greco (65’ Bianco). All. Giuliano.
RETI. 60’ rig. Sacco (S), 79’ Bosio (N).
ARBITRO. Copot di Nichelino.
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