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22 Marzo 2026 - 23:32
La gioia dei giocatori del Ceva dopo il 2-1 di Tota
Difficile immaginare un luogo più arido, in fatto di prospettive e aspirazioni, del centroclassifica di un campionato di Terza Categoria: una terra di nessuno equidistante tanto dalle trepidazioni di un possibile approdo al piano più alto, quanto dalle tristi vicende che si sedimentano sul fondo del fondo del calcio dilettantistico locale, al di sotto del quale non è dato andare. Eppure, malgrado la teorica assenza di stimoli e l’atmosfera potenzialmente da fine campionato (perché, anche se non si direbbe dato il clima rigido, mancano appena due puntate al sipario), Ceva e San Pedro si affrontano con l’argento vivo addosso di chi ha ancora un traguardo da agguantare, un qualcosa per cui lottare che non sia la gloria passeggera di tre punti superflui. E qua e là fanno germogliare qualche piccola, primaverile gemma di bel calcio, andando al di là del lancio lungo sparacchiato un po’ così, del pallone che ballonzola ramingo, del passaggio fuori misura, dell’intervento difensivo rude e scoordinato, dell’urlo di dolore dell’attaccante azzoppato, del tiraccio senza speranze, insomma di quel tipico caravanserraglio di brutture che, secondo l’immaginario collettivo, affollano la categoria più bassa.
Il Ceva, con il suo piccolo vantaggio in graduatoria, si dimostra più pratico e concreto, il San Pedro più capace di creare scorribande velenose e inaspettate. Ne vien fuori un confronto complessivamente gradevole, condito da episodi succosi, capace di ravvivare il contesto ancora grigio e tipicamente invernale che gli sta intorno. L’eroe del giorno ha la maglia del Ceva e il numero 10 sulla schiena, e si chiama Artineo Tota: è sua la doppietta che consente alla squadra di casa di mettere due volte la freccia su quelli di Gubiani. L’attaccante di casa, ad onor del vero, gode di un discreto colpo di fortuna in occasione della rete che arriva immediata. Corre il terzo minuto, molti degli spettatori che si accomoderanno in gradinata non hanno nemmeno varcato il cancello del “Riera”, l’aria è ancora impregnata della pioggia caduta fino a poco prima: è lì che una sfera malamente ricacciata da un difensore (da noi) non identificato, per le vie imperscrutabili del fato, va a sbattere sulla suddetta schiena del suddetto Tota, impennandosi ai limiti della fisica e rendendo vana e disperata la corsa verso la rete del portiere Tortone, sorpreso fuori dai pali. Nella prima frazione, è un tema la tendenza al pastrocchio nelle retrovie del San Pedro, tanto che al 18’ un’altra mezza frittata favorisce l’incursione pericolosa di Hafdi e che, al 39’, Costantino si incarta (e si procura pure un infortunio che lo costringerà di lì a poco a gettare la spugna) liberando la via a Raciti, autore di un tiro a lato innocuo e perfettibile.
In mezzo, però, annunciato da una prima occasione Trucco-Grosso, c’era stato il pari ospite, caratterizzato da un certo pregio: con il felice suggerimento dello stesso Grosso per la sgroppata di Nyadi, bravo a vincere il contrasto con Tarone e a scavalcare Hoxha in uscita. Sull’episodio, proteste cebane e, nella specie, del citato Tarone, che lamenta una maglia tirata dall’avversario; ma poco male, perché l’equilibrio ristabilito va subito in pezzi, e mister Massimo Suria, piazzato dietro la recinzione e le panchine sulla classica scala dei decoratori e degli allenatori squalificati, si gode la perla di Tota, un sinistro fulminante che fa girare la sfera dal limite dell’area all’incrocio, lasciando di sasso Tortone. È il guaio che il San Pedro non riuscirà a rimediare.
I rosanero ci provano con le sostituzioni ed i guizzi sulle linee laterali, imbastiscono un paio di tentativi a lato di poco (Ait El Haj, Nicoletto), fiammeggiano debolmente dalla distanza a tempo scaduto (Roilo, Denis Grosso), ma è indubbio che la conta e il peso delle occasioni siano a favore del Ceva, assai più vicino alla rete del 3-1 di quanto gli avversari non accarezzino il pari. A testimoniarlo, sparpagliati nella ripresa, l’affondo di Hafdi con tiro smanacciato, il pallonetto di Raciti salvato sulla linea da Fontana, il doppio agguato di Pera sventato dal portiere. Un cesto di buone primizie che non chiude i conti, ma suggerisce un’idea: che il Ceva abbia meritato di raccogliere il bottino, checché ne dica quel tabellino dall’apparenza incerta.
A.B. CEVA 2
Hoxha A., Tarone, Balocco, Ouarmouk, Markovic, Passarotto, Hafdi, Racca, Raciti (73’ Pera), Tota, Traore. All. Berutti.
SAN PEDRO 1
Tortone, Ait El Haj, Bonelli (71’ Gaschino), Costantino (44’ Parola), Nicoletto, Trucco (55’ Grosso D.), Mana, Masera, Nyadi (68’ Fontana), Grosso L., Diop (51’ Mbaye). All. Gubiani.
RETI. 3’ e 42’ Tota (C), 32’ Nyadi (SP).
ARBITRO. Khaled di Alba-Bra.
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