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12 Aprile 2026 - 22:42
Il Bisalta è in Promozione: la festa dei giocatori rossoblù
Ci sono gioie che diventano ancora più grandi perché arrivano improvvise e inaspettate. E magari, anche, per contrasto con le circostanze che fanno da contorno. Per giungere alla conclusione che il Bisalta si sarebbe presto – e definitivamente – infilato in saccoccia questo campionato, dopo avergli messo le mani sopra più o meno a metà del cammino, non ci voleva certo chissà quale capacità divinatoria; ben più difficile era, di contro, ipotizzare che sarebbe già accaduto stavolta, quando soltanto una non banale alchimia di circostanze favorevoli avrebbe potuto produrre il prodigio.
Occorreva, cioè, che si verificassero in contemporanea: la vittoria della capolista sul campo della Pro Polonghera, nient’affatto scontata considerando che i “gialli” padroni di casa fanno di quel campo una specie di roccaforte difficile da espugnare, e che, ballonzolando pericolosamente intorno ed anzi al di sotto della linea dei play-out, non possono permettersi di cedere il passo a nessuno; la sconfitta o comunque una frenata del San Sebastiano, prima inseguitrice certo non intenzionata a mollare e posta di fronte, nella sua tana, ad un altro Santo, il San Benigno, che vivacchia più in giù con pallide ambizioni di play-off (cosicché, anche lì, non c’era materia per alimentare particolari slanci ottimistici).
L’incastro perfetto lo sancisce il risultato di cui si ha notizia per ultimo, vale a dire l’1-1 fra San Sebastiano e San Benigno, che pone fine ad un curioso tempo sospeso, dopo il triplice fischio, in cui quelli del Bisalta sanno di avere fatto (eccome) il loro dovere, ma non ancora che sarà sufficiente. In un istante l’attesa e la tensione si sciolgono ed esplode la festa rossoblù, con tutto il repertorio ricorrente in queste situazioni, con la felicità che cade dall’alto a secchiate e soprattutto con una sincera e palpabile commozione di tutto il gruppo e di mister Roberto Borghese in particolare, di fronte al raggiungimento di un obiettivo storico per la società; che non si centra per caso e specialmente senza l’impegno, il lavoro, il talento, l'abilità e la mano ferma del condottiero, la coesione di tutto un ambiente e ogni altra gemma preziosa in dotazione ai vincenti.
PETRIS, QUANTE MAGIE: TRIPLETTA E COLPI DI CLASSE A RIPETIZIONE
Dicevamo del contrasto di tutto questo bendidio con il contesto. Perché a Polonghera, ai confini della Provincia, ci sono un freddo ed un grigiore fuori stagione; il terreno di gioco, situato dove finisce il paese e iniziano le coltivazioni, ha l’aspetto di quelli tipici delle categorie inferiori, con i pali delle porte arrugginiti e l’erba leggermente alta e punteggiata di margherite e fiori di tarassaco; al di là della recinzione un braccio meccanico movimenta balle di fieno; e dai tre gradoni della tribuna, costruiti a ridosso della linea laterale, i ragazzi del posto, bicchieroni di birra in mano, ringhiano di continuo verso l’arbitro e gli avversari. Queste le condizioni ambientali che attendono il Bisalta nello snodo cruciale dell’annata, nulla di strano ci sarebbe se i rossoblù accusassero qualche difficoltà.
E invece la storia non può filare più liscia; e più autoritaria, risoluta e connotata da schiacciante superiorità la prova ospite davvero non può apparire. Per accorgersene, basta far caso al minuto della gara in cui il risultato va in cassaforte. È il 7’, sui gradoni di cui sopra non ci sono ancora tutti, e il Bisalta ha già sistemato la faccenda. Grazie alla prima delle varie meraviglie di Petris, che fa secco il portiere e lascia l’uditorio a bocca aperta ricevendo un invito dalle retrovie e tramutandolo in una sassata che, da destra, si infila più o meno nell’incrocio opposto; e grazie a un calcio di rigore (per fallo di Rainero su Paolo Manfredi dopo azione ben congegnata da Gastaldi e Forneris) contestatissimo ma tutt’altro che astruso: Gomes Aro, abituato a risolvere ben altre magagne, lo trasforma fischiettando. Segue giusto una fase di ritorno locale, da cui rari e lievi momenti di affanno; tuttavia è sufficiente che Marengo e combriccola mettano un minimo d’ordine e di idee, e il gioco è fatto. Vedi la combinazione d’alto livello Konate-Maccario-Petris che cade al 35’ e sfocia nella seconda perla dell’esterno rossoblù, bravissimo a tagliare l’area come se fosse burro e a depositare la sfera nel sacco.
Di fatto, cala il sipario sulle velleità locali, già sufficientemente a pezzi. Ancor più quando l’arbitro, al rientro dopo l’intervallo, punisce un tocco di braccio di Konate con il penalty e Marino blocca a terra, fischiettando pure lui, il fiacco tiro di Gerbaudo dal dischetto. Come se non bastasse, un minuto dopo Gomes Aro spedisce Petris di nuovo davanti al portiere ed è il tris dell’imprendibile 11 bisaltino. Resta un intero secondo tempo da giocare, ma ci vorrebbe un inimmaginabile miracolo locale per rianimare l’equilibrio e il senso della contesa. La sabbia della clessidra scorre così anonima fino all’inutile 1-4 di Pochettino: sarebbe pure un bel gol, ma l’attaccante nemmeno accenna l’esultanza. Forse presagendo che di lì a pochi istanti Petris si sarebbe prodotto nell’ennesima magia: una sforbiciata acrobatica sul corner di Mestriner che va a sbattere sul secondo palo, dove Paolo Manfredi la riprende e la spinge dentro facile facile. Cinquina severa, ma giusta. E soprattutto spumeggiante, traboccante di qualità e di divertimento. Poi quei minuti appesi ai telefonini e al risultato del San Sebastiano, che si risolvono in un grido collettivo liberatorio e in tutto un caos di abbracci, esultanze sfrenate, foto e brindisi commemorativi. Il Bisalta è in Promozione, viva il Bisalta.
PRO POLONGHERA 1
Marchisio, Ferrato, Rainero, Becchio (46’ Correggia), Nirta (53’ Aloi), Negro, Baruzzo, Olivero, Pochettino, Gerbaudo (62’ Rega), Sotira. All. Titone.
BISALTA 5
Marino, Manfredi A., Forneris, Quaranta (72’ Grosso), Marengo, Manfredi P., Konate (62’ Tomatis), Gastaldi (65’ Mestriner), Gomes Aro (75’ Ponzo), Maccario (59’ Mazouf), Petris. All. Borghese.
RETI. 3’, 35’ e 47’ Petris (B), 7’ rig. Gomes Aro (B), 77’ Pochettino (P), 79’ Manfredi P. (B).
ARBITRO. Spongano di Torino.
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