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Aria più pulita in Piemonte: il 2025 segna una svolta storica

Dati ARPA: per la prima volta rispettati ovunque i limiti di legge per il NO₂, e cala ancora il PM10 (con criticità sempre più concentrate nell’area torinese)

Aria più pulita in Piemonte: il 2025 segna una svolta storica

I primi dati sul monitoraggio della qualità dell’aria nel 2025, rilevati da Arpa Piemonte, delineano un quadro generale caratterizzato da significativi miglioramenti e dal pieno rispetto degli standard normativi per il biossido di azoto.

ll documento evidenzia come il 2025 sia stato caratterizzato da condizioni meteorologiche tendenzialmente favorevoli alla dispersione degli inquinanti, con temperature invernali miti e precipitazioni nella norma, e che è anche stato il primo anno di piena applicazione delle disposizioni del Piano regionale della qualità dell’aria approvato dalla Giunta nel settembre 2024.

«Per la prima volta da quando si eseguono le rilevazioni, il Piemonte ha rispettato gli attuali limiti di legge per quanto riguarda gli ossidi di azoto - sottolineano il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati - Un risultato importante che, unito alla conferma della positiva riduzione delle polveri sottili, dimostra l’efficacia delle misure di contenimento degli inquinanti e a tutela della qualità dell’aria e che consideriamo straordinario e frutto delle giuste politiche che ci hanno consentito, in questi anni, di invertire la rotta di aumento degli inquinanti e raggiungere questo obiettivo».

«Pur in attesa della validazione finale questi risultati - rilevano Cirio e Marnati - rappresentano infatti un segnale importante e incoraggiano la Regione a continuare con determinazione nel lavoro di monitoraggio dei numeri e di tutela dell'ambiente con misure strutturali e combinate, nella convinzione che la qualità dell’aria sia un obiettivo fondamentale da raggiungere con equilibrio, sostenibilità, attenzione alla salute e alle esigenze della comunità».

 

  

 

Cosa dicono i dati

 

Secondo la relazione preliminare elaborata sulla base dei dati degli analizzatori automatici, ancora in attesa di validazione finale, il 2025 segna un traguardo storico per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), che si genera prevalentemente con i processi di combustione termica e per effetto del traffico.

 

Scarica la relazione di ARPA

 

Per la prima volta, in tutte le stazioni della rete regionale si registra il rispetto del valore limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo. I valori più elevati, ma sempre al di sotto dei limiti di legge, si sono registrati nelle aree a maggior traffico dell'agglomerato torinese: 39 a Torino Rebaudengo, 35 alla Consolata, 33 a Settimo Torinese, 31 a Collegno e Carmagnola.

Per il particolato PM10 il trend è positivo, i in linea con l'andamento di riduzione degli ultimi anni. Tra i capoluoghi di provincia, le concentrazioni più basse si registrano nella stazione di Verbania. Nella gran parte dei punti di monitoraggio si è registrata una netta riduzione rispetto agli anni precedenti delle giornate di sforamento del limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (tollerabile fino a 35 volte l'anno), con il limite giornaliero che è stato rispettato in 29 stazioni su 33 (erano 25 nel 2024). Sebbene permangano superamenti, infatti, il numero di stazioni che presentano criticità si è dimezzato: erano 8 nel 2024 e sono diventate 4 nel 2025, tutte localizzate nell'area torinese. In particolare, a Settimo si sono registrati 48 superamenti rispetto ai 68 del 2024, a Torino Rebaudengo 39 rispetto ai 55 del 2024, a Vinovo 38 superamenti rispetto ai 55 del 2024. Sensibili miglioramenti rispetto al 2024 si registrano a Ivrea (22 superamenti in meno), Settimo Torinese (- 20), Vinovo (-19), Torino Rebaudengo (- 16), Torino-Rubino (-10).

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