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A tu per tu con Stefano Tacconi: «Oggi manca la fame. Dopo l'aneurisma, ho dovuto ricominciare da capo»

Il nostro Nicolò Bono ha intervistato l'ex numero uno che con la Juve ha vinto tutto

A tu per tu con Stefano Tacconi: «Oggi manca la fame. Dopo l'aneurisma, ho dovuto ricominciare da capo»

Nicolò Bono e Stefano Tacconi

«Oggi non c’è più la fame. Un ragazzo di 18 anni ha un milione in banca: come fai ad avere fame?». Parola di Stefano Tacconi, il portiere che ha vinto tutto con la maglia delle Juve. Lo scorso novembre il nostro Nicolò Bono lo ha intervistato a Castiglione Tinella. Il video è disponibile online sul canale Youtube.

Una chiacchierata intensa, diretta, a tratti ruvida, proprio come il suo protagonista. Si va anche oltre il calcio, sul piano più intimo. Dopo l'aneurisma che lo ha colpito nell'aprile del 2022, Tacconi racconta la fatica di ricominciare: «Ho dovuto ripartire e ricominciare tutto da capo».

Ma c'è un desiderio particolare che lo accompagna da sempre. «Aprire un ristorante è un sogno che ho fin da bambino. Mio padre cucinava, io osservavo. Ora devo convincere moglie e figlio».

 
 
 
 
 
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Prima della gloria bianconera, era stato l'Avellino ad offrirgli il palcoscenico della Serie A. Il periodo alla Juventus coincide con un’epoca straordinaria: «Dopo l’82 sono arrivati in Italia tutti i migliori al mondo. Questo mi ha aiutato a conquistare un primato unico: più partite giocate che gol subiti e l’essere l’unico portiere al mondo ad aver vinto tutte le competizioni UEFA per club. Io ero un gatto, – continua Tacconi – cercavo anche di dare spettacolarità».

Maradona, gli otto caffè e le sigarette

Tra i ricordi più singolari, quel gol subito da Diego Armando Maradona su punizione dentro l’area. «Un onore prendere gol da lui. È la storia del calcio, ha messo dentro anche me». E poi le abitudini che raccontano un’epoca diversa e una "vita spericolata": «Otto caffè e un pacchetto di sigarette prima di ogni partita. Sì, è vero. Mi aiutavano con l’adrenalina».

Fame, strada e personalità: cosa manca oggi

«Noi giocavamo per strada, oggi non si può più. Così perdi generazioni di giocatori». E sulla Juventus di oggi il giudizio è netto: «No comment. Mancano giocatori con personalità, carattere, fantasia e fame. Spalletti? Spero sia l'uomo giusto, ma certo non è un compito facile». 

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