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31 Gennaio 2026 - 09:15
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Gennaio saluta il Piemonte con un innevamento abbondante e diffuso, ma insieme al bianco porta anche un avvertimento chiaro per chi frequenta la montagna: le condizioni restano delicate. Sui settori del Cuneese, Torinese e Biellese lo spessore della neve al suolo è superiore alla media climatica 2001-2020, mentre sul Nord Piemonte e sugli Appennini i valori rientrano nella norma. Un quadro che, a prima vista, potrebbe sembrare ideale, ma che nasconde insidie importanti.
All’inizio della settimana, l’intero arco alpino piemontese è stato interessato da nevicate diffuse, con la quota neve che in più occasioni si è spinta fino in pianura, soprattutto nel Cuneese, dove gli accumuli sono risultati ancora una volta più consistenti. A complicare la situazione è intervenuto il vento, che ha rimaneggiato la neve fresca formando accumuli rilevanti nelle zone di cresta, nei cambi di pendenza e al di sopra del limite del bosco.
Come riportato da Arpa Piemonte, il risultato è un grado di pericolo 3 – Marcato su tutti i settori in quota. Una condizione che richiede particolare attenzione, anche perché – soprattutto nella giornata di sabato – la scarsa visibilità renderà difficile individuare a colpo d’occhio i punti più pericolosi. Da qui la raccomandazione a una scelta prudente degli itinerari, evitando zone critiche e pendii sospetti.
Le forti nevicate, unite a venti moderati o forti da sud-ovest, hanno infatti favorito la formazione di nuovi accumuli di neve ventata, che possono distaccarsi già al passaggio di una singola persona e dare origine a valanghe di grandi dimensioni. Le situazioni più a rischio si trovano sui pendii ripidi esposti a ovest, nord ed est, in particolare oltre il limite del bosco, ma anche in conche, canaloni e in prossimità dei cambi di pendenza.
I segnali di instabilità non mancano: fessure che si aprono nella coltre nevosa al passaggio, così come distacchi spontanei di valanghe, indicano una struttura debole del manto nevoso. Localmente cadrà poca neve, ma proprio il maltempo renderà i punti critici difficili da riconoscere.

In questo contesto, escursioni con sci, racchette da neve e discese fuori pista richiedono un approccio ancora più cauto. Il manto nevoso, di tipo “neve a debole coesione e vento”, risulta soffice, con superfici instabili soprattutto nelle zone ombreggiate e riparate dal vento, anche a quote medio-basse. Sui pendii più esposti al sole, invece, il rialzo termico e l’irraggiamento hanno favorito la formazione di una crosta superficiale, che può rappresentare un ulteriore elemento di rischio.
Il messaggio è chiaro: la montagna piemontese offre scenari spettacolari e neve in abbondanza, ma non perdona leggerezze. In questi giorni più che mai, l’invito è a informarsi, pianificare con attenzione e scegliere la prudenza, perché il confine tra bellezza e pericolo, sotto la neve, è sottile.
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