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Da fiume-margine a fiume-risorsa: giovani architetti internazionali reinventano il Bormida

Idee, mappe e visioni di 50 studenti da tutto il mondo per trasformare la Valle Bormida in laboratorio internazionale di rigenerazione

Dal fiume-margine al fiume-risorsa: giovani architetti internazionali reinventano il Bormida

Sabato 21 febbraio 2026, negli spazi del Museo della Seta (ex Filanda), la Valle Bormida si è trasformata in un laboratorio internazionale di futuro. Con la mostra “Interfaces in Valle Bormida. Vol. 1”, evento conclusivo del design studio Architecture, Society and Territory della Laurea Magistrale in Architettura per la Sostenibilità del Politecnico di Torino, il territorio è stato raccontato attraverso nuove visioni di rigenerazione.

 

 

Curata da Francesca Frassoldati, Paolo Bianco, Valentina Labriola e Novarino Jendras Studio, promossa dal DAD – Dipartimento di Architettura e Design e FULL – Future Urban Legacy Lab, in partnership con l’Associazione Parco Culturale Alta Langa e il Barnard College – Columbia University, la mostra ha riunito istituzioni, abitanti e mondo accademico in un confronto aperto e partecipato.

 

Da margine a risorsa

 

Oltre 50 studenti e studentesse provenienti da 22 Paesi hanno lavorato per cinque mesi su una porzione della Valle Bormida di Millesimo, scegliendo il fiume come chiave di lettura progettuale.

Da elemento percepito come rischio a infrastruttura ecologica, produttiva e turistica: il fiume diventa spina dorsale di un nuovo modello di sviluppo post-industriale, fondato su paesaggio, agricoltura e iniziative locali. Mappe, modelli e installazioni hanno restituito scenari concreti, radicati nelle specificità della valle.

 

Una visione che parte dal territorio

 

L’evento ha registrato una partecipazione ampia e sentita, con amministratori dei Comuni coinvolti, associazioni e numerosi abitanti della valle. Non solo una mostra, ma un momento di ascolto e confronto.

“Interfaces in Valle Bormida” manda un segnale chiaro: anche i territori considerati marginali possono diventare centrali, quando università, istituzioni e comunità scelgono di immaginare insieme il proprio futuro.

 

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