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Case popolari, l’emergenza silenziosa: morosità record e palazzi sempre più vecchi

In seconda Commissione in Consiglio regionale il grido d’allarme delle Atc piemontesi: un terzo degli inquilini è moroso, età media oltre i 64 anni e patrimonio da riqualificare

Case popolari, l’emergenza silenziosa: morosità record e palazzi sempre più vecchi

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

Morosità, edifici sempre più vetusti e un’utenza profondamente cambiata rispetto al passato. È questa la fotografia emersa dall’audizione della seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava, con le tre Agenzie territoriali per la casa (Atc) del Piemonte centrale, sud e nord.

A guidare le delegazioni erano i tre presidenti: Maurizio Pedrini per l’Atc del Piemonte centrale, Leonardo Prunotto per il sud e Marco Marchioni per il nord. Sul tavolo, un tema cruciale per migliaia di famiglie: il futuro delle case popolari.

La morosità è stata indicata come una delle criticità più urgenti. Quando è incolpevole, viene coperta grazie al Fondo sociale e agli interventi di Regione e Comuni. Ma quando è colpevole, diventa un ostacolo concreto per chi è in graduatoria e aspetta un alloggio. Liberare gli appartamenti occupati da chi non paga pur potendo farlo è stato definito un passaggio fondamentale per garantire equità e accesso al diritto alla casa. Il dato è significativo: la morosità può arrivare a coinvolgere anche un terzo degli inquilini.

Accanto a questo problema si affianca quello della vetustà del patrimonio abitativo. Molti edifici risalgono a decenni fa e necessitano di interventi importanti. Strutture datate significano maggiori costi energetici e spese di manutenzione più elevate, con un impatto diretto sia sugli enti gestori sia sugli assegnatari.

 

 

Ma non è solo una questione di numeri o di bilanci. È cambiata l’utenza. Negli ultimi decenni il profilo degli assegnatari si è trasformato: popolazione sempre più anziana, aumento della solitudine, indebolimento delle reti sociali. Un cambiamento che impone nuove risposte, non solo abitative ma anche sociali.

I numeri raccontano bene la dimensione del fenomeno. Nel Piemonte sud l’Atc gestisce circa 11.500 alloggi, nel nord circa 11.000, mentre nell’area centrale si arriva a quasi 29.000 abitazioni, di cui 17.500 nella sola città di Torino. Qui gli assegnatari sono quasi 55.000, con un’età media di circa 64 anni e il 14% che supera gli 80 anni. Una popolazione fragile, spesso sola, che vive in edifici che richiedono interventi strutturali importanti.

Vista la complessità della situazione, il presidente Fava ha annunciato una nuova audizione a breve. Molte delle domande poste dai commissari non hanno trovato risposta per mancanza di tempo; le Atc si sono impegnate a fornire risposte scritte che diventeranno la base del prossimo confronto in Commissione.

Nel dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Nadia Conticelli, Monica Canalis, Fabio Isnardi, Gianna Pentenero, Alice Ravinale, Paola Antonetto, Silvio Magliano, Daniele Sobrero, Marco Protopapa e lo stesso Mauro Fava.

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