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05 Marzo 2026 - 08:44
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Il futuro de La Stampa torna al centro del dibattito dopo la firma del contratto preliminare di cessione della storica testata torinese dal gruppo GEDI Gruppo Editoriale al Gruppo SAE.
Una notizia che, secondo la CISL di Torino e Piemonte, «non è inaspettata», ma che ora apre una fase delicata in cui sarà fondamentale capire quali siano i reali progetti industriali per il quotidiano.
A intervenire sono i segretari generali Giuseppe Filippone e Luca Caretti, che chiedono al nuovo acquirente «un progetto industriale serio, trasparente e credibile».
Il tema sarà al centro dell’incontro già convocato per il 13 marzo al Grattacielo della Regione Piemonte, alla presenza del presidente della Regione Alberto Cirio e della vicepresidente Elena Chiorino, richiesto dai segretari regionali di CGIL, CISL e UIL insieme ai vertici dell’Associazione Stampa Subalpina.
Secondo il sindacato, il primo passo sarà fare chiarezza su alcuni punti cruciali: la sostenibilità finanziaria del piano industriale, la composizione degli imprenditori del Nord Ovest coinvolti nell’operazione e soprattutto la tutela dell’occupazione.
La richiesta è netta: garantire sicurezza e prospettive per tutte le figure professionali che lavorano attorno al quotidiano, non solo i giornalisti ma anche tipografi, amministrativi e dipendenti della rete pubblicitaria.
«Il patrimonio culturale e professionale dello storico quotidiano torinese, punto di riferimento dell’informazione italiana – sottolineano Filippone e Caretti – non deve essere disperso ma rilanciato e difeso».
La vendita apre dunque una nuova fase per uno dei giornali simbolo di Torino e del Nord Ovest. Ora l’attenzione si sposta sul piano che il nuovo gruppo editoriale presenterà nelle prossime settimane. Per i lavoratori e per il territorio, la vera partita comincia adesso.
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