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21 Marzo 2026 - 09:27
Una crisi che parte da lontano, ma che si fa sentire in modo diretto nei campi della provincia di Cuneo. L’impennata del costo del gasolio, cresciuto di circa il 30% in pochi giorni, insieme al rincaro delle materie prime come soia e urea, sta mettendo in seria difficoltà il comparto agricolo. A lanciare l’allarme è Marco Bozzolo, presidente provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, che parla senza mezzi termini di “tempesta perfetta”.
Una combinazione di fattori che colpisce in pieno i settori chiave del territorio, dalla zootecnia al cerealicolo fino all’ortofrutta, proprio in un momento cruciale dell’anno, alla vigilia delle semine primaverili.
Il nodo principale è il carburante. Il gasolio agricolo rappresenta una voce indispensabile per le aziende e il suo aumento sta generando un effetto domino su tutta la filiera. A questo si aggiunge il caro fertilizzanti: prezzi più alti significano minore utilizzo, con il rischio concreto di ridurre le rese produttive.
Il risultato è un sistema sotto pressione, dove ogni aumento si riflette su tutta la catena agroalimentare. E le conseguenze non si fermano alle aziende: rischiano di arrivare anche sulle tavole dei consumatori.
Secondo Bozzolo, le risposte messe in campo finora non sono adeguate alla gravità della situazione. La riduzione delle accise del 4% viene definita “assolutamente insufficiente”, mentre il settore agricolo continua a restare escluso da misure più incisive adottate per altri comparti.
Da qui la richiesta chiara: credito d’imposta sul gasolio agricolo, interventi strutturali per calmierare i prezzi e garanzie sulle forniture. Senza un’azione rapida e mirata, il rischio è quello di compromettere non solo la produzione, ma anche l’equilibrio economico e sociale dei territori.
L’instabilità internazionale, legata anche alla crisi energetica globale, si scarica su un settore già fragile. Le aziende agricole si trovano strette tra costi in aumento, cambiamenti climatici e margini ridotti, mentre i consumatori potrebbero presto fare i conti con prezzi più alti.
Come sottolinea Bozzolo, sarà ancora una volta l’agricoltura a fare da ammortizzatore, assorbendo parte dell’impatto per evitare rincari ancora più pesanti lungo la filiera.
In questo scenario complesso, arriva però anche un segnale positivo. Il nuovo bando Agrisolare viene visto come uno strumento strategico per il futuro del settore. Sempre più aziende stanno partecipando, spinte dalla necessità di ridurre la dipendenza energetica.
Investire in fonti rinnovabili e in efficienza energetica, infatti, significa non solo abbattere i costi, ma anche rendere le imprese più resilienti di fronte a crisi internazionali sempre più frequenti.
Per Bozzolo la direzione è chiara: rafforzare l’autonomia energetica delle aziende agricole è ormai una priorità. Perché senza interventi concreti oggi, il rischio è di pagare un prezzo molto più alto domani.
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