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Treni vecchi, ritardi e scarsa comunicazione: la protesta dei pendolari arriva in Regione

In Commissione regionale l’affondo del Comis: chiesti convogli più moderni, informazioni tempestive in caso di ritardi e il ripristino degli orari pre Covid

Treni vecchi, ritardi e scarsa comunicazione: la protesta dei pendolari arriva in Regione

Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI

“Il trasporto ferroviario ha necessità di avere del materiale rotabile moderno e adeguato alle esigenze, manutenuto correttamente e gli utenti del servizio devono poter essere supportati da una comunicazione più efficace”.

Questo in estrema sintesi è il messaggio che, nella seconda Commissione, presieduta da Mauro Fava, è stato illustrato nell’audizione del primo firmatario della petizione popolare per migliorare le ferrovie regionali.

Claudio Menegon era accompagnato da Fulvio Bellora, anch’egli del Co.M.I.S, comitato di Associazioni di pendolari del territorio piemontese.

Tra le varie criticità e proposte segnalate, gli auditi hanno chiesto il ripristino dell’orario come nel periodo pre Covid, ante 2020.

Il potenziamento dei sistemi di comunicazione e di informazione dell’utenza soprattutto nei casi di cancellazioni e forti ritardi è stato richiesto perché necessario per non alimentare confusione tra i viaggiatori. Spesso i problemi sono banali ma molto pesanti: è già successo di avere tutti e due i bagni di una carrozza che non funzionino e dovendo, quindi, poi dare il tempo ai viaggiatori di usare i servizi in stazione e di risalire sul treno. Oppure il rispetto delle fasce di garanzia negli scioperi durante i quali spesso i disagi si riverberano ancora per lungo tempo dopo la conclusione dello stesso.

Gli auditi hanno anche segnalato l’esigenza di un piano pluriennale del trasporto ferroviario sul territorio regionale e l’effettiva realizzazione degli interventi di miglioramento e di messa a norma nelle stazioni.

È stata segnalata l’utilità delle riunioni, che si svolgono periodicamente ogni sei mesi, delle associazioni di pendolari con Trenitalia, Rfi e l’Agenzia della mobilità piemontese.

Nel corso della seduta sono intervenuti per chiedere chiarimenti, oltre allo stesso presidente Fava, anche i consiglieri: Alberto Avetta, Nadia Conticelli, Monica Canalis e Fabio Isnardi (Pd), Alice Ravinale (Avs), Annalisa Beccaria (Fi) e Paola Antonetto (Fdi).

 

 

 

PD: «Nei sette anni di Giunta Cirio il servizio è nettamente peggiorato»

 

«L’odierna audizione del primo firmatario della petizione popolare per migliorare le ferrovie regionali, con 7.200 firme ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità il disagio vissuto da chi utilizza il treno per spostarsi – commenta la consigliera regionale del PD, Monica Canalis –. I problemi delle infrastrutture, dei convogli, delle stazioni, degli orari e della scarsa capillarità del servizio, in questi anni si sono acuiti, ingrandendo la faglia tra aree urbanizzate ed aree interne, tra cittadini automuniti ed utenti del Trasporto Pubblico Locale, tra persone fragili e con disabilità ed il resto della popolazione. Il COMIS (coordinamento mobilità integrata e sostenibile) con questa petizione richiama la Giunta ed il Consiglio regionale alla loro responsabilità non più procrastinabili. La destra non può più nascondersi dietro ai cantieri PNRR per giustificare i ritardi sulla manutenzione delle linee ferroviarie, sull’agibilità delle stazioni, il sovraffollamento dei convogli, la mancata soppressione dei passaggi a livello, la quasi totale assenza di intermodalità con il trasporto su gomma e con le piste ciclabili, la carenza dei raddoppi selettivi dei binari, la scarsità di informazione all’utenza e la poca sicurezza per passeggeri e personale. Cirio e Gabusi diano un segnale: occorre innanzitutto ripristinare il numero di corse pre Covid e avviare finalmente un piano di sviluppo pluriennale dei trasporti ferroviari. Gli utenti meritano più rispetto».

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