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04 Aprile 2026 - 09:48
Recente la notizia della famiglia travolta dai debiti, alla quale il Tribunale di Cuneo, imponendo per tre anni sacrifici sostenibili, ha cancellato quei pesi, ridandole la serenità perduta. Non è infrequente per persone, che, avendo una situazione reddituale adeguata, contrassero finanziamenti per migliorare le loro condizioni di vita, oggi, per fatti indipendenti dalla loro volontà, trovarsi nella definitiva impossibilità materiale di far fronte agli impegni assunti.
Queste persone oneste che, per cause a loro non riconducibili, sono nell’impossibilità di far fronte agli impegni finanziari un tempo responsabilmente assunti, si trovano a vivere in uno stato di sofferenza continua: chi ha debiti, nell’immaginario collettivo, è un soggetto negativo perché non fa fronte ai propri impegni, e da evitare perché “potrebbe chiederci dei soldi”.
Il debitore viene così emarginato e si isola a sua volta, perché si vergogna della propria situazione e non vuole che altri conoscano il suo stato di insolvente. Ha paura ad aprire la cassetta postale per il timore di trovare la busta verde delle notifiche, inviatagli dal Tribunale o dall’Ufficio legale della banca; ha paura a rispondere al telefono perché l’interlocutore potrebbe essere un creditore od un incaricato della società di recupero crediti per ribadire minacce di pignoramenti e sequestri.
Ha un sobbalzo quando suona il campanello di casa perché potrebbe essere alla porta l’ufficiale giudiziario, che si presenta per sequestrare la macchina o qualche bene mobile. Inoltre, sente la mortificazione morale verso il coniuge, cui offre una vita di stenti e di insicurezze, e verso i figli, cui deve negare ad esempio la partecipazione alla gita di classe in quanto non in grado di pagare la loro quota.

Il continuo stato d’ansia, di paura e di mortificazione, protratto nel tempo, della persona indebitata oltre misura può portarla a compiere un gesto inconsulto; non per nulla la prima Legge, che introdusse l’opportunità, di cui trattiamo, è comunemente conosciuta come “Legge anti-suicidi”, ossia la legge n. 3 del 2012 Queste norme affidano al Tribunale la via d’uscita dal pantano descritto, attraverso una procedura assimilabile ad una sorta di “fallimento personale”, che dopo tre anni porta alla cancellazione dei precedenti debiti; l’unica via attraverso cui il soggetto sovraindebitato può riconquistare la propria dignità e ritrovare serenità.
In Granda nel 2017 è stato creato dalla Associazione Territoriale degli Ordini Economico Giuridici di Cuneo, l’OCC-CUNEO, Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento, l’ufficio, che riceve l’istanza del debitore e nomina il gestore della crisi, ossia il professionista abilitato, cioè un commercialista, o un avvocato o un notaio, che, analizza la situazione economica e patrimoniale del sovraindebitato, e raccoglie la documentazione necessaria; se l’istruttoria del gestore assevera che il caso rientra tra quelli tutelabili dalla norma, l’OCC redige una relazione particolareggiata, e d’intesa con il debitore, presenta al Tribunale la proposta di composizione: il debitore può essere sgravato!
Le Caritas diocesane della Granda hanno da tempo avviato una collaborazione con l’OCC-CUNEO, attraverso la Fondazione “San Martino”, da esse creata per affrontare varie attività di tutela sociale delle persone in difficoltà. Nel quadro di questa collaborazione per l’area del Monregalese e del Cebano, la Caritas diocesana di Mondovì ha seguito negli ultimi anni otto casi di persone sovraindebitate, offrendo loro sostegno nell’affrontare la procedura ed accompagnandole per tutta la durata dell’iter. L’attività è svolta da volontari Caritas, in buona parte provenienti dal mondo bancario, che costituiscono l’Ufficio del “Microcredito”. Nel concreto l’Ufficio incontra la persona in difficoltà e valuta se il caso può rientrare nei parametri della Legge; quindi, assiste il debitore nell’istruttoria della pratica con la produzione della documentazione necessaria, accompagnandolo al colloquio presso l’OCC e seguendolo poi nelle fasi successive. Inoltre, la Caritas, valutando caso per caso, può intervenire con un aiuto economico per sostenere le spese del procedimento.

Il team del “Microcredito”, oltre a seguire i casi di sovraindebitamento e di altre crisi finanziarie, è attivo anche nell’aiuto alle persone “fragili” per la gestione del proprio bilancio familiare.
Promuove infatti la concessione di piccoli prestiti per spese irrinunciabili (cure dentarie, elettrodomestici, acquisto di mezzi di trasporto…) o investimenti sul futuro (patenti, corsi, strumenti professionali…), fino a 5.000 €, per chi non ha accesso alle normali fonti di finanziamento per carenza di garanzie, grazie al sostegno della Fondazione CRC ed a convenzioni stipulate con Unicredit e Intesa San Paolo, facendosi garante del 100% del prestito.
Nel 2025, in diocesi, sono stati concessi 11 finanziamenti per un ammontare di € 32.000.
L’Ufficio Microcredito, nell’ambito di un altro Progetto della “San Martino”, ha anche accesso a misure per il rilascio di fideiussione ai proprietari di immobili da concedere in affitto a conduttori che non presentano garanzie sufficienti: una delle frecce nella faretra del Progetto della Caritas diocesana “Obiettivo Casa”, promosso nella Quaresima di Solidarietà 2026, finalizzato appunto a dare un tetto al maggior numero possibile di persone e famiglie “fragili” in Diocesi.
Il recapito dell’Ufficio del Microcredito della Caritas diocesana di Mondovì, è accessibile attraverso il Centro di Ascolto della Caritas di via Funicolare 15 a Mondovì, che si può contattare allo 0174/45070.
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