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05 Aprile 2026 - 07:47
La qualità dell’aria nel territorio metropolitano torinese continua a mostrare segnali di miglioramento, ma il quadro resta tutt’altro che risolto. È questo il messaggio che emerge dall’anteprima della relazione “Uno sguardo all’aria 2025”, pubblicata dalla Città metropolitana di Torino insieme ad Arpa Piemonte, che offre una prima fotografia dell’andamento atmosferico e dei principali inquinanti registrati nel corso dell’ultimo anno.
Il dato generale è incoraggiante: 10 inquinanti su 12 rispettano i valori limite e obiettivo. Un risultato che conferma una tendenza positiva ormai consolidata nel lungo periodo, anche se accompagnata da un rallentamento che invita alla prudenza. Il 2025, infatti, è stato favorito anche da condizioni meteorologiche che hanno aiutato la dispersione degli inquinanti: temperature mediamente più elevate e precipitazioni meno abbondanti, ma distribuite su più giorni, hanno reso l’anno meno critico sotto il profilo della qualità dell’aria.

Tra i segnali più rilevanti spicca quello relativo al biossido di azoto (NO2). Per la prima volta dall’avvio dei monitoraggi, infatti, tutte le 19 stazioni della rete hanno rispettato i limiti previsti. Un traguardo importante, che rappresenta uno dei passaggi più significativi contenuti nell’anteprima del rapporto e che viene letto come il risultato concreto delle misure adottate negli ultimi anni.
Buone notizie arrivano anche dal PM2,5, che nel 2025 rientra nei limiti su tutto il territorio. Più complessa, invece, la situazione del PM10: il valore medio annuale risulta rispettato ovunque, ma continuano a registrarsi superamenti del limite giornaliero in 6 stazioni su 20. Si tratta comunque di un lieve miglioramento rispetto al 2024, un anno in cui le condizioni atmosferiche avevano favorito maggiormente l’accumulo degli inquinanti.
Se da una parte il bilancio complessivo può apparire positivo, dall’altra non mancano gli elementi che continuano a destare preoccupazione. Il caso più evidente è quello dell’ozono, che si conferma una delle criticità principali: nel 2025 il valore obiettivo per la protezione della salute umana è stato superato in 9 stazioni su 12. Un dato che non sorprende, perché si inserisce in una difficoltà già nota, ma che ribadisce quanto questo fronte resti ancora aperto.

Il punto, insomma, è che i progressi ci sono, ma non bastano per dire che la partita sia chiusa. La tendenza di lungo periodo continua a indicare una riduzione delle concentrazioni degli inquinanti, tuttavia negli ultimi anni questo miglioramento ha mostrato un evidente rallentamento. Ed è proprio questo l’aspetto che pesa di più guardando al futuro: i nuovi obiettivi europei sulla qualità dell’aria saranno infatti più stringenti e richiederanno politiche ancora più efficaci.
A sottolinearlo è anche il direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, che parla di risultati concreti ma invita a non abbassare la guardia. Il rispetto del limite annuale del biossido di azoto, anche su Torino, viene indicato come un traguardo significativo, capace di testimoniare l’efficacia del lavoro svolto da istituzioni, cittadini e mondo produttivo. Allo stesso tempo, però, restano evidenti le criticità ancora presenti, in particolare sull’ozono e sul rallentamento del miglioramento degli inquinanti più problematici.
Sulla stessa linea anche il consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana di Torino, Alessandro Sicchiero, che evidenzia come i dati confermino sì un miglioramento complessivo, ma anche criticità persistenti e una frenata nei progressi. Per questo, il messaggio è chiaro: servirà rafforzare le misure, soprattutto nei settori che incidono maggiormente sulle emissioni, per riuscire a centrare i nuovi target fissati dall’Europa.
L’anteprima 2025, dunque, restituisce un’immagine fatta di luci e ombre. Da un lato una qualità dell’aria che, anno dopo anno, mostra segnali di avanzamento; dall’altro un percorso ancora incompleto, con alcuni inquinanti che continuano a rappresentare un problema concreto per la salute pubblica e per il rispetto dei futuri parametri normativi.
Il miglioramento c’è, ed è sotto gli occhi dei dati. Ma il messaggio che arriva da Torino e provincia è netto: non è ancora il momento di sentirsi arrivati. Per respirare davvero meglio, serviranno continuità, misure più incisive e un ulteriore cambio di passo.
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