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Carburante alle stelle, voli a rischio e prezzi in salita: l’estate nei cieli si complica

Incognita sulle forniture: tagli alle rotte e rincari. L’Enac rassicura ma invita: «Meglio viaggiare assicurati»

Carburante alle stelle, voli a rischio e prezzi in salita: l’estate nei cieli si complica

L’estate dei voli si annuncia più complicata del previsto. A scuotere il settore è la crisi del carburante innescata dalle tensioni internazionali e dal blocco dello stretto di Hormuz, una situazione che sta facendo impennare il prezzo del jet-fuel e che solleva dubbi sulla tenuta delle forniture nei prossimi mesi.

Lo scenario che si profila è quello di una stagione segnata da tariffe più alte, possibili cancellazioni e costi extra sempre più pesanti per chi ha in programma di partire. Le compagnie aeree, infatti, stanno già correndo ai ripari, rivedendo programmi e strategie in vista dell’alta stagione.

Tra i vettori che hanno lanciato segnali di allarme c’è anche Ryanair, che ha spiegato di non prevedere particolari problemi di carburante fino a metà o fine maggio. Ma oltre quella soglia il quadro cambia: se il blocco di Hormuz dovesse continuare, la compagnia low cost teme che non sarà possibile garantire con certezza le forniture in tutti gli scali europei durante l’estate. Per questo sta già valutando la soppressione del 5-10% dei voli tra giugno e agosto, oltre a un possibile aumento delle tariffe attorno al 4%.

Non ci sono però solo i biglietti. Per contenere l’effetto visibile dei rincari, molte compagnie stanno intervenendo anche sui servizi accessori. È qui che i viaggiatori rischiano di accorgersi della crisi in modo ancora più diretto: bagagli in stiva, supplementi e spese aggiuntive sono destinati a pesare sempre di più, soprattutto nei periodi di maggior afflusso.

Ma il problema non riguarda soltanto i prezzi. A preoccupare è anche la disponibilità materiale del cherosene. Secondo il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, l’Europa si porta dietro da tempo una fragilità strutturale: la produzione di carburante per aerei non riesce a tenere il passo con la crescita della domanda. Una criticità che oggi si intreccia con le tensioni geopolitiche e che rischia di esplodere proprio nel momento di massimo traffico.

L’Enac, pur riconoscendo il clima di forte incertezza, prova comunque a rassicurare. Al momento, spiega Di Palma, non si registrano emergenze immediate e la situazione dovrebbe restare sotto controllo almeno nelle prossime settimane. Il messaggio, però, non è quello di abbassare la guardia. Anzi: proprio per evitare brutte sorprese in caso di cancellazioni o cambiamenti improvvisi, il presidente dell’Ente nazionale per l’aviazione civile invita chi prenota un volo a tutelarsi con un’assicurazione di viaggio.

È un suggerimento pratico che fotografa bene il momento: non è ancora tempo di allarmismi, ma è chiaro che il settore si sta muovendo su un terreno instabile. E se da una parte Ryanair mette in guardia sui possibili tagli estivi, dall’altra l’Enac prova a mantenere la barra dritta, chiedendo però ai passeggeri un supplemento di attenzione.

Intanto il caro carburante si riflette anche fuori dagli aeroporti, con i prezzi alla pompa in aumento e una mobilità sempre più costosa. Per chi sogna le vacanze, il conto rischia quindi di essere più salato sotto ogni punto di vista.

L’estate non è ancora compromessa, ma il messaggio che arriva dal comparto aereo è chiaro: conviene prenotare con prudenza, informarsi bene e non lasciare nulla al caso.

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