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08 Aprile 2026 - 09:48
C’è qualcosa che accade dentro un prosciutto mentre riposa per mesi. Non si vede, non si sente… ma è lì che nasce tutto. Una trasformazione silenziosa, fatta di enzimi, microrganismi e tempo, capace di cambiare completamente sapore, consistenza e qualità.
Ed è proprio questo “dietro le quinte” che sarà svelato nel nuovo appuntamento di “Sapere i Sapori”, il format che unisce scienza e gusto in un’esperienza coinvolgente e fuori dagli schemi.
Domani, giovedì 9 aprile alle 20:45, l’Aula Magna del DiSAFA a Cuneo apre le porte a un incontro che promette di cambiare prospettiva su uno dei prodotti più amati della tradizione: il prosciutto.
Non una semplice degustazione, ma un’immersione totale tra ricerca, territorio e cultura del cibo.
La domanda da cui tutto parte è semplice, ma tutt’altro che banale: perché un prosciutto di valle è così diverso da uno industriale?
La risposta non è poesia, ma scienza. O meglio, una straordinaria “danza invisibile” in cui entrano in gioco fattori naturali e processi complessi che verranno analizzati insieme ai docenti e ricercatori del DiSAFA.
Durante la serata, il pubblico sarà guidato in un percorso che unisce laboratori, stagionature e saperi antichi, svelando ciò che accade davvero durante i mesi di maturazione. Un viaggio che rende evidente come la qualità non sia un caso, ma il risultato di equilibrio, conoscenza e ambiente.

Ma l’incontro va oltre il gusto.
Tre i grandi temi al centro della serata:
Scienza e gusto: come la chimica naturale trasforma una materia prima in un’eccellenza riconoscibile.
Tutela del territorio: perché scegliere consapevolmente significa proteggere il paesaggio e le filiere locali.
Nutrizione: i falsi miti sul prosciutto finalmente messi in discussione dai ricercatori.
Un approccio che punta a ribaltare il punto di vista: non più consumatori passivi, ma persone consapevoli, capaci di leggere ciò che portano in tavola.
Il successo del format sta proprio qui: nella capacità di far dialogare mondi diversi — università, produttori, esperti e pubblico — creando un ponte tra sapere scientifico e piacere quotidiano.
E i numeri lo confermano. Dopo l’entusiasmo dello scorso anno, il progetto cresce e si rinnova con due cicli di incontri nel 2026, tra primavera e autunno, per continuare a raccontare il cibo come strumento di conoscenza e tutela del territorio.
Perché oggi più che mai, capire cosa mangiamo significa anche scegliere che mondo vogliamo sostenere.
E dopo questa serata, una cosa è certa:
il prosciutto non sarà più solo un sapore… ma una storia da conoscere.
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