Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Cosa succede davvero dentro un prosciutto? La risposta ti sorprenderà

Dalla “danza invisibile” della stagionatura ai falsi miti da sfatare: un viaggio tra scienza, gusto e territorio che cambia il modo di mangiare

Cosa succede davvero dentro un prosciutto? La risposta ti sorprenderà

C’è qualcosa che accade dentro un prosciutto mentre riposa per mesi. Non si vede, non si sente… ma è lì che nasce tutto. Una trasformazione silenziosa, fatta di enzimi, microrganismi e tempo, capace di cambiare completamente sapore, consistenza e qualità.

Ed è proprio questo “dietro le quinte” che sarà svelato nel nuovo appuntamento di “Sapere i Sapori”, il format che unisce scienza e gusto in un’esperienza coinvolgente e fuori dagli schemi.

Domani, giovedì 9 aprile alle 20:45, l’Aula Magna del DiSAFA a Cuneo apre le porte a un incontro che promette di cambiare prospettiva su uno dei prodotti più amati della tradizione: il prosciutto.

Non una semplice degustazione, ma un’immersione totale tra ricerca, territorio e cultura del cibo.

La domanda da cui tutto parte è semplice, ma tutt’altro che banale: perché un prosciutto di valle è così diverso da uno industriale?
La risposta non è poesia, ma scienza. O meglio, una straordinaria “danza invisibile” in cui entrano in gioco fattori naturali e processi complessi che verranno analizzati insieme ai docenti e ricercatori del DiSAFA.

Durante la serata, il pubblico sarà guidato in un percorso che unisce laboratori, stagionature e saperi antichi, svelando ciò che accade davvero durante i mesi di maturazione. Un viaggio che rende evidente come la qualità non sia un caso, ma il risultato di equilibrio, conoscenza e ambiente.

 

 

Ma l’incontro va oltre il gusto.

Tre i grandi temi al centro della serata:

Scienza e gusto: come la chimica naturale trasforma una materia prima in un’eccellenza riconoscibile.
Tutela del territorio: perché scegliere consapevolmente significa proteggere il paesaggio e le filiere locali.
Nutrizione: i falsi miti sul prosciutto finalmente messi in discussione dai ricercatori.

Un approccio che punta a ribaltare il punto di vista: non più consumatori passivi, ma persone consapevoli, capaci di leggere ciò che portano in tavola.

Il successo del format sta proprio qui: nella capacità di far dialogare mondi diversi — università, produttori, esperti e pubblico — creando un ponte tra sapere scientifico e piacere quotidiano.

E i numeri lo confermano. Dopo l’entusiasmo dello scorso anno, il progetto cresce e si rinnova con due cicli di incontri nel 2026, tra primavera e autunno, per continuare a raccontare il cibo come strumento di conoscenza e tutela del territorio.

Perché oggi più che mai, capire cosa mangiamo significa anche scegliere che mondo vogliamo sostenere.

E dopo questa serata, una cosa è certa:
il prosciutto non sarà più solo un sapore… ma una storia da conoscere.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x