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Nasce la "Casa della fotografia", un mix tra museo, archivio e riqualificazione 

A Priero con l'Archivio Alladio e le installazioni site-specific di Maurizio Sapia. Inaugurazione il 18 aprile

Nasce la "Casa della fotografia", un mix tra museo, archivio e riqualificazione 

Sabato 18 aprile alle 17,30 il Comune di Priero inaugurerà la Casa della Fotografia, un nuovo polo culturale concepito come spazio ibrido tra museo, archivio, riqualificazione di una casa storica e centro espositivo. L’apertura presenterà al pubblico un progetto che interpreta la fotografia non solo come strumento di documentazione, ma come materia viva, capace di generare nuove narrazioni e connessioni tra passato e presente.

“Il percorso espositivo inaugurale - racconta il sindaco Ingaria - nasce dal dialogo tra memoria storica e ricerca contemporanea. Cuore della collezione sono le immagini dell’Archivio Fotografico Alladio, generosamente donato al Comune di Priero, che trovano nuova valorizzazione attraverso un allestimento museale di alta qualità. A queste si affiancano gli interventi dell’artista Maurizio Sapia, che, in linea con la visione della struttura, presenta installazioni site-specific e lavori multimediali, contribuendo a costruire un’esperienza immersiva e dinamica. Si tratta di un percorso non soltanto cronologico, ma anche tematico, che consenta ai visitatori di muoversi con fluidità tra la memoria delle stampe d’epoca e le possibilità espressive delle tecnologie contemporanee. L’allestimento è ospitato all’interno di una tipica casa storica del centro di Priero, donata al Comune dalla famiglia Alladio e recuperata nel rispetto degli ambienti originari. Come afferma Orhan Pamuk: “Il futuro dei musei è nelle nostre case”.

La programmazione prosegue domenica 19 aprile, giornata in cui la Casa della Fotografia sarà aperta alle visite e che vedrà, alle ore 18,30 presso la Confraternita, la presentazione di “Flop”, uno spettacolo a cura di Teatro della Caduta.

Si tratta di un progetto comico, imprevedibile e volutamente disorganizzato, che celebra tutto ciò che non funziona, offrendo uno sguardo ironico su un presente attraversato da populismi, nuove tecnologie e intelligenza artificiale.

Attraverso le voci di cinque interpreti (Stefano Gorno, Emanuela Currao, Hannah Croft, Stefano Dell’Accio e Francesco Giorda) lo spettacolo esplora le fragilità e le contraddizioni di un mondo sempre più complesso, ribadendo come, in fondo, ridere di ciò che non funziona resti l’unica cosa che funziona davvero sempre.

 

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