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13 Aprile 2026 - 06:43
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Lo shock energetico innescato dal conflitto in Medio Oriente presenta già un conto salatissimo per l’Italia: oltre 7 miliardi di euro di extracosti tra carburanti, gas ed energia elettrica. A lanciare l’allarme è CNA Piemonte, che denuncia un impatto quotidiano di circa 100 milioni di euro nel periodo tra marzo e maggio, con ripercussioni dirette su imprese e famiglie.
A trainare l’impennata dei prezzi sono soprattutto gasolio e gas, con aumenti che colpiscono sia i consumi domestici sia quelli produttivi. Il solo gasolio ha generato maggiori costi per circa 1,7 miliardi di euro, mentre più contenuti risultano gli incrementi su benzina (+200 milioni) e su GPL e metano per autotrazione (+30 milioni).
Non va meglio sul fronte del gas, dove la spesa cresce di circa 3 miliardi di euro, a cui si aggiungono ulteriori 2,2 miliardi per l’energia elettrica. Un aumento generalizzato che ha prodotto anche un extragettito IVA superiore al miliardo di euro, segno evidente della portata della crisi.
«Siamo di fronte a un nuovo shock che colpisce in modo diretto il sistema delle micro, piccole e medie imprese – sottolinea Delio Zanzottera, segretario CNA Piemonte – in una fase già segnata da forte incertezza. Il rischio è comprimere ulteriormente margini già ridotti, con effetti immediati sulla capacità di sostenere i costi e mantenere l’occupazione». Da qui la richiesta di interventi urgenti, a partire dalla restituzione dell’extragettito IVA e da misure strutturali per ridurre il costo dell’energia.
Ancora più netta la posizione del presidente Giovanni Genovesio, che invoca un’azione straordinaria: «Serve una moratoria creditizia, sul modello di quella attivata durante il Covid. Consentire alle imprese di sospendere temporaneamente il pagamento di mutui e finanziamenti significherebbe liberare liquidità immediata e affrontare questa fase senza compromettere la tenuta del sistema produttivo».
Per CNA Piemonte non bastano interventi tampone: è necessario un piano organico che affianchi le misure emergenziali a una riforma strutturale del costo dell’energia, ancora troppo penalizzante per le PMI italiane rispetto ai principali partner europei.
Un quadro che preoccupa e che impone decisioni rapide: perché, avverte l’associazione, il rischio è che il caro energia diventi un freno pesante per l’intera economia.
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