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Qualità dell'aria in Piemonte: numeri in miglioramento, ma l'attenzione resta alta

Nel 2025 crollano i livelli di inquinanti e per la prima volta il biossido di azoto rientra nei limiti in tutta la regione: segnali positivi, ma il bacino padano resta sotto osservazione

Qualità dell'aria in Piemonte: numeri in miglioramento, ma l'attenzione resta alta

L’informativa annuale di Snpa – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente – fotografa un’Italia in cui la qualità dell’aria migliora ma rallenta, mentre il Piemonte emerge come uno dei territori più virtuosi, pur restando dentro le criticità del bacino padano.

A livello nazionale si registra il rispetto del valore limite annuale del PM10 in tutte le regioni, con il 92% delle stazioni che rientra anche nei limiti giornalieri. Tuttavia, persistono criticità proprio nelle aree più fragili, tra cui il bacino padano, dove condizioni climatiche sfavorevoli continuano a incidere.

Il dato più incoraggiante riguarda il trend di lungo periodo: tra il 2015 e il 2024 si è registrata una riduzione significativa degli inquinanti, seguita però da una fase di stabilità negli ultimi anni.

A pesare sono soprattutto le condizioni meteo: inverni con alta pressione, assenza di vento e inversioni termiche hanno favorito in diversi casi il superamento dei limiti giornalieri. A ciò si aggiungono fenomeni naturali come le polveri sahariane, che contribuiscono ad aumentare le concentrazioni.

Segnali positivi arrivano anche dal PM2,5, con una riduzione media del 14% nel 2025 rispetto al decennio precedente, e dal biossido di azoto (NO2), ormai entro i limiti nel 99% delle stazioni. Resta invece una criticità diffusa l’ozono, con livelli superiori agli obiettivi di legge nella maggior parte del Paese.

 

Piemonte: numeri in miglioramento, ma attenzione alta

 

È però sul fronte piemontese che emergono i dati più significativi.

Nel 2025 il Piemonte raggiunge per la prima volta un traguardo storico: il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto (NO₂) su tutto il territorio regionale. Un risultato che conferma un trend di riduzione costante negli ultimi decenni.

Anche il PM10 mostra segnali concreti di miglioramento: le concentrazioni medie restano in linea con il 2024, ma soprattutto calano le giornate di superamento dei limiti, con 29 stazioni su 33 che rispettano il tetto massimo consentito, in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Ancora più solido il dato sul PM2,5, che nel 2025 rispetta i limiti in tutte le 26 stazioni di monitoraggio: è l’ottavo anno consecutivo di piena conformità in Piemonte. Inoltre, le concentrazioni risultano in calo o stabili nella maggior parte delle stazioni.

 

Una sfida ancora aperta

 

Nonostante i progressi, la strada resta lunga. La nuova Direttiva europea sulla qualità dell’aria, entrata in vigore nel 2024, impone limiti ancora più stringenti da raggiungere entro il 2030, più vicini alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Questo significa che, anche in presenza di miglioramenti evidenti, i livelli attuali restano spesso superiori agli standard futuri.

Il Piemonte, come tutto il Nord Italia, dovrà quindi continuare a investire in strategie più incisive per ridurre le emissioni, soprattutto nei periodi critici. 

 

Dati sempre più accessibili

 

Per monitorare la situazione in tempo reale, Arpa Piemonte mette a disposizione dati aggiornati quotidianamente e l’App Aria+Piemonte, che consente di consultare i livelli di PM10, PM2,5, NO₂ e ozono, oltre al sistema “semaforo antismog” per prevenire i picchi di inquinamento.

In sintesi, il 2025 segna per il Piemonte un passo avanti concreto verso un’aria più pulita, ma anche l’inizio di una nuova fase più impegnativa, in cui migliorare non basta più: servirà accelerare.

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