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Latte umano donato, svolta per i neonati fragili: arriva la nuova tecnologia per renderlo più sicuro e vicino a quello della mamma

Presentato a Torino il Lo.V.Milk, tecnologia sviluppata da CNR e Università di Torino: un pastorizzatore innovativo che tratta il latte umano donato preservandone meglio le proprietà nutrizionali e protettive, mantenendo al tempo stesso elevati standard di sicurezza

Latte umano donato, svolta per i neonati fragili: arriva la nuova tecnologia per renderlo più sicuro e vicino a quello materno

Una nuova tecnologia per migliorare la qualità del latte umano donato e ampliare l’accesso per i neonati più vulnerabili. È questo il messaggio che arriva dal X Congresso Nazionale AIBLUD, ospitato a Torino, dove è stato presentato Lo.V.Milk, un innovativo pastorizzatore destinato alle Banche del Latte Umano Donato.

Il dispositivo, sviluppato grazie a un brevetto congiunto di CNR, Università di Torino e Giada S.a.S., rappresenta un passo avanti significativo nella cura dei neonati prematuri e fragili, per i quali il latte umano donato può costituire un vero e proprio “farmaco salvavita” quando quello materno non è disponibile.

La nuova tecnologia si basa sul sistema HTST (High Temperature Short Time), che consente una pastorizzazione più rapida (72°C per 15 secondi) rispetto ai metodi tradizionali. Il risultato è un latte che mantiene maggiori proprietà nutrizionali e bioattive, tra cui immunoglobuline e attività antivirale, pur garantendo la stessa sicurezza microbiologica.

Riduciamo drasticamente l’impatto del trattamento, preservando i fattori protettivi del latte”, spiegano le autrici del brevetto Laura Cavallarin e Alessandra Coscia. “Il risultato è un prodotto più simile al latte materno fresco, più digeribile e biodisponibile”.

Attualmente, il sistema è disponibile solo presso la Banca del Latte degli ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino, prima struttura in Italia a dotarsene, grazie al contributo dell’associazione Piccoli Passi e della Fondazione Venesio. Proprio al congresso è emersa la volontà di estendere la tecnologia a livello nazionale.

 

 

Accesso ancora limitato

 

Nonostante i progressi, i dati evidenziano criticità: secondo un’indagine AIBLUD, solo poco più di un terzo dei neonati sotto i 1500 grammi ha oggi accesso al latte donato. Una situazione aggravata da una distribuzione non uniforme delle Banche sul territorio, con carenze soprattutto nel Sud.

Garantire un accesso più equo è indicato come un obiettivo prioritario per ridurre le disuguaglianze sanitarie nei bambini più vulnerabili.

 

La svolta europea: il latte diventa “tessuto”

 

Il congresso ha anche acceso i riflettori su un cambiamento destinato a segnare il settore: dal giugno 2027, in base al nuovo Regolamento europeo sulle sostanze di origine umana (SoHO), il latte umano donato sarà considerato tessuto, al pari di sangue e organi.

Una trasformazione definita “epocale”, che coinvolgerà le 44 Banche italiane e richiederà adeguamenti strutturali e organizzativi. “Serviranno risorse per rispettare standard più stringenti – ha sottolineato Enrico Bertino di AIBLUD – ma la nuova normativa porterà anche benefici: maggiore uniformità, qualità e sicurezza, oltre a proteggere il latte dalla commercializzazione”.

 

Verso una rete nazionale

 

Tra le prospettive emerse a Torino, anche la costruzione di una rete nazionale più omogenea, sul modello della donazione del sangue, e il contributo del progetto europeo IMAGINE-HMB, che punta a definire linee guida condivise per le Banche del Latte in Europa.

La direzione è tracciata: innovazione tecnologica e nuove regole dovranno andare di pari passo per garantire a tutti i neonati fragili un accesso sicuro e diffuso a una risorsa fondamentale per la loro sopravvivenza e crescita.

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