ultime notizie
19 Aprile 2026 - 16:32
Al Terra Madre – Salone del Gusto 2026, la Regione Piemonte sceglie di accendere i riflettori sui suoi pani tradizionali: dall’annuncio dell’assessore Paolo Bongioanni, condiviso con i panificatori piemontesi, nasce l’idea di uno spazio dedicato a qualità, identità e filiera del territorio.
C’è un profumo che sa di casa, di memoria, di gesti antichi tramandati di generazione in generazione. È quello del pane, alimento essenziale e simbolico, che in Piemonte racconta una storia fatta di territori, comunità e tradizioni. Ed è proprio a questa storia che la Regione Piemonte ha deciso di dedicare uno spazio speciale all’edizione 2026 di Terra Madre – Salone del Gusto, la sedicesima, in programma nel centro di Torino dal 24 al 27 settembre.
L’annuncio è arrivato al termine di un incontro in Regione tra l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni e i rappresentanti delle associazioni dei panificatori piemontesi. Un confronto che ha avuto il sapore della condivisione e della visione comune: restituire centralità al pane piemontese, riconoscendolo per ciò che davvero è, ovvero una delle espressioni più autentiche del patrimonio agroalimentare regionale.
«Il pane è ovunque l’espressione più antica e autentica del rapporto fra l’uomo e la terra», ha spiegato Bongioanni, sottolineando come il Piemonte custodisca una varietà eccezionale di forme, tecniche e sapori. Un mosaico ricchissimo che attraversa montagne, colline e pianure: dal pane nero di Coimo, nell’Ossola, ai pani “barbarià” realizzati con farine di cereali poveri nelle vallate cuneesi; dalle lingue di suocera alla biova, regina della tradizione; dal pane di riso novarese fino ai grissini, invenzione tutta piemontese che ha varcato i confini regionali per conquistare il mondo.

In queste forme antiche e quotidiane c’è molto più di un alimento. C’è il racconto di una terra che ha saputo trasformare la semplicità in eccellenza, la necessità in cultura. Ci sono esperienze come quella di Niella Tanaro, una delle “città del pane”, dove sono state recuperate antiche varietà di cereali e sviluppata un’intera filiera corta a km 0, dal campo al mulino fino al forno. Un esempio concreto di come tradizione e innovazione possano camminare insieme.
Eppure, proprio il pane, per lungo tempo cuore della tavola, oggi rischia di essere percepito come un comprimario. Da alimento primario si è trasformato spesso in semplice accompagnamento. Da qui nasce la volontà della Regione di rilanciarne il valore, non solo culturale ma anche economico e identitario. Molti pani piemontesi, non a caso, sono già riconosciuti come Pat, Prodotti Agroalimentari Tradizionali.
L’idea condivisa con i panificatori è allora quella di fare del pane il filo conduttore dello spazio Piemonte al prossimo Salone del Gusto. Non un omaggio formale, ma un vero percorso di valorizzazione capace di mettere in dialogo i pani regionali con le altre grandi eccellenze agroalimentari piemontesi: vino, carne, riso, ortofrutta, formaggi. Un intreccio di sapori che punta a raccontare il Piemonte nella sua interezza, partendo da uno dei suoi simboli più semplici e più profondi.

Nelle parole di Bongioanni c’è anche un messaggio molto chiaro: riconoscere il lavoro e il talento di chi ogni giorno custodisce questa eredità, sapendo però interpretarla alla luce delle esigenze contemporanee. I panificatori piemontesi vengono così indicati come custodi della tradizione, ma anche protagonisti di una battaglia per la qualità, contro l’omologazione e contro la diffusione del pane congelato, prodotto all’estero e proposto come fresco.
Attorno a questo progetto, il mondo della panificazione piemontese si è presentato compatto. All’incontro hanno preso parte i rappresentanti dell’Associazione Panificatori di Torino e Provincia, guidata da Franco Mattiazzo, che è anche presidente dell’Associazione Regionale Piemontese Panificatori, insieme ai delegati dell’Associazione Autonoma Panificatori della Provincia di Cuneo, presieduta da Piero Rigucci. Una presenza ampia, significativa, che restituisce il senso di una filiera viva, consapevole del proprio ruolo e pronta a cogliere questa occasione.
A Torino, nel settembre 2026, il pane piemontese non sarà dunque soltanto esposto o raccontato. Sarà messo al centro, come emblema di un’identità che affonda le radici nella terra e guarda lontano. Perché in quelle croste, in quelle molliche, in quei profumi c’è davvero un patrimonio unico. E forse è arrivato il momento che il mondo intero lo scopra.
Edicola digitale
I più letti
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione, notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.
L’Unione Monregalese percepisce i contributi pubblici all’editoria. Tramite la Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), ha aderito allo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Amministrazione trasparente: pubblicazione dei contributi pubblici, importo lordo contributo editoria anno 2022 euro 363.048,48 come da decreto della Presidenza Consiglio Ministri del 5.12.23
Oltre a quanto evidenziato in Nota Integrativa si evidenzia che gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla società sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di stato di cui all'art. 52 della L. 234/2012 a cui si rinvia e consultabile a questo link