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“Da 101 anni accanto ai più fragili: una storia di fede, solidarietà e comunità”

Il Gruppo Vincenziano di Ceva celebra un secolo di impegno: la presidente Ascheri racconta valori, memoria e futuro della solidarietà locale

“Da 101 anni accanto ai più fragili: una storia di fede, solidarietà e comunità”

Era il 4 aprile 1925 quando nasceva il Gruppo di Volontariato Vincenziano di Ceva. Da quel giorno sono passati 101 anni, caratterizzati da presenza, ascolto e attenzione verso i più fragili. Lo scorso sabato questa importante ricorrenza è stata celebrata con numerosi ospiti e interventi, in un clima carico di commozione e riconoscenza. A rendere ancora più viva la memoria, anche le immagini raccolte grazie al lavoro di Mauro Colombo e Alessandro.

A raccontare l’anima dell’associazione è la presidente Franca Ascheri: «Per presentare la nostra Associazione occorre dire innanzitutto che cerchiamo di essere coerenti con il progetto fondamentale di San Vincenzo de’ Paoli, cioè servire i poveri e i più fragili secondo i valori cristiani. Per questo abbiamo le caratteristiche di un gruppo parrocchiale».

 

 

L’attività del gruppo si fonda su momenti condivisi di crescita: mensilmente gli incontri iniziano con formazione e preghiera, a cui si affiancano occasioni di confronto con altri gruppi regionali. «Dal punto di vista organizzativo – prosegue Ascheri – siamo una trentina tra volontarie, volontari e collaboratori, con una struttura ben definita e un direttivo. Molti ricordano figure importanti come Maria Roascio, Armanda Core, Rinuccia Galvagno, Marita Biestro e Margherita Gula».

Il cuore dell’esperienza vincenziana è il confronto: «Problemi, iniziative e soluzioni si esaminano all’interno del gruppo e dalla condivisione nascono sempre buoni frutti». Un esempio concreto è rappresentato dal recupero della “Casa delle Suore”, sede dell’associazione: «Nel 2021 è emersa la necessità di interventi conservativi. Grazie all’impegno comune siamo riusciti a trovare fondi e soluzioni che ci hanno permesso di preservarla e continuare a utilizzarla in sicurezza».

Un luogo simbolico, carico di significato: «Non potevamo non prenderci cura di un lascito destinato ad azioni caritative, dove per anni le Figlie della Carità hanno vissuto e operato per i più poveri». Una presenza storica, quella delle suore vincenziane, che affonda le radici nel territorio: «Il Gruppo esiste a Ceva perché le suore erano presenti già dal 1862, con una breve interruzione, fino al 1995».

Indissolubile anche il legame con l’ospedale cittadino, dove molte religiose hanno lasciato un segno profondo: «Tra i presenti molti ricorderanno le superiore suor Castelnuovo, suor Bianchini e suor Giovanna, le caposala suor Luisa e suor Maria Letizia, così come suor Rita in chirurgia e le capocuoche suor Maria e suor Cecilia».

Un ricordo che si allarga a tante altre figure: «Vogliamo ricordare anche suor Alessia, suor Anna, suor Maria Teresa e le ultime, presenti ancora oggi, suor Giuliana e suor Maria Letizia».

Una storia lunga oltre un secolo, fatta di volti, gesti concreti e dedizione quotidiana. Una storia che continua, con lo stesso spirito di sempre: essere accanto a chi ha più bisogno, senza mai voltarsi dall’altra parte.

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