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Inclusione, giovani e comunità: “Il welfare cambia, noi ci siamo”

Forte partecipazione all’assemblea regionale: tra sfide e futuro, Confcooperative Federsolidarietà Piemonte rilancia. Enrico Pesce confermato presidente

Inclusione, giovani e comunità: “Il welfare cambia, noi ci siamo”

La cooperazione sociale piemontese sceglie la continuità per affrontare le sfide del futuro. Enrico Pesce è stato infatti confermato presidente di Confcooperative Federsolidarietà Piemonte, la federazione che rappresenta oltre 19.500 soci e 23.000 lavoratori delle cooperative sociali aderenti in regione.

La riconferma è arrivata nel corso dell’assemblea regionale di venerdì 17 aprile, un momento molto partecipato che ha riunito le realtà del territorio per confrontarsi sul presente e, soprattutto, sul futuro del welfare piemontese. All’appuntamento ha preso parte anche il presidente nazionale Stefano Granata, a testimonianza dell’importanza del percorso avviato in Piemonte.

Pesce, già alla guida della Federazione dal 2018, prosegue così un lavoro che in questi anni ha accompagnato la crescita e il consolidamento della cooperazione sociale, rafforzando il suo ruolo nelle comunità locali. Una conferma che arriva in un momento delicato, segnato da nuovi bisogni sociali, costi in aumento e servizi sempre più complessi.

Al centro del dibattito assembleare proprio i nodi cruciali del settore: la sostenibilità del welfare, la qualità dei servizi, la capacità di costruire prossimità e inclusione, e il rapporto con istituzioni e territori. Un confronto che ha ribadito come la cooperazione sociale rappresenti oggi un presidio essenziale, non solo nella gestione dei servizi alla persona, ma anche nella costruzione di risposte collettive ai cambiamenti della società.

Durante l’assemblea sono state inoltre delineate le priorità per il quadriennio 2026-2030, frutto di un percorso condiviso con le cooperative piemontesi. L’obiettivo è chiaro: rafforzare partecipazione, rappresentanza e capacità di leggere i bisogni, valorizzando sempre più il ruolo delle cooperative come motore di sviluppo locale.

«Questa conferma è un atto di fiducia che accolgo con senso di responsabilità», ha dichiarato Pesce. «Il welfare sta vivendo una fase complessa: crescono i bisogni, cambiano le fragilità e aumentano le aspettative. La cooperazione sociale può dare un contributo decisivo perché tiene insieme lavoro, inclusione e relazioni».

Uno sguardo al futuro che passa anche dai giovani: il nuovo Consiglio regionale vede infatti una significativa presenza di nuove generazioni di cooperatori. «Abbiamo voluto investire su di loro con convinzione – ha aggiunto – perché il futuro della cooperazione sociale passa dalla capacità di valorizzare nuove responsabilità».

A sottolineare il valore del modello piemontese è stato anche il presidente nazionale Stefano Granata: «La cooperazione sociale piemontese rappresenta un patrimonio di competenze, radicamento e innovazione. Il welfare del futuro richiederà corresponsabilità e una forte capacità di connessione tra territori e comunità».

Con la riconferma di Pesce, si apre dunque una nuova fase: continuità nella guida, ma con uno sguardo deciso al cambiamento, per costruire un welfare più inclusivo, sostenibile e vicino alle persone.

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