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19 Aprile 2026 - 16:17
In Piemonte cresce l’allarme per le nuove forme di fragilità sociale. Senza fissa dimora, povertà estrema e disagio tra i migranti sono stati al centro del dibattito in Consiglio regionale, dove si è acceso il confronto sulla tenuta dei servizi socio-sanitari e sulla necessità di rafforzare le politiche di assistenza.
A portare il tema in aula è stata la consigliera Vittoria Nallo, che ha interrogato la Giunta sul potenziamento degli interventi, sul mancato rinnovo del protocollo regionale scaduto nel 2024 e sulla piena attuazione del nuovo Piano socio-sanitario 2025.
I dati emersi delineano un quadro preoccupante: il fenomeno della povertà estrema è in crescita, sia a livello regionale che nazionale, come confermato anche dalle rilevazioni Istat. Una situazione che colpisce in particolare le persone più vulnerabili, tra cui molti migranti, spesso alle prese con difficoltà legate non solo alle condizioni economiche, ma anche alla salute mentale.
Depressione, ansia e disturbi post-traumatici sono sempre più diffusi tra chi vive ai margini, aggravati da barriere linguistiche e culturali che rendono difficile l’accesso ai servizi. Da qui la richiesta di Nallo di un approccio più efficace, basato su una integrazione reale tra sanità, servizi sociali e mediazione culturale.
Al centro del dibattito anche il protocollo d’intesa firmato nel 2022 e mai rinnovato dopo la scadenza dell’aprile 2024, oltre alle misure previste dal nuovo piano regionale, che includono screening gratuiti, maggiore integrazione dei servizi e sviluppo del modello “housing first”, pensato per offrire prima una casa e poi un percorso di reinserimento.
In risposta, l’assessore regionale Gian Luca Vignale ha illustrato le azioni già avviate: tra queste il progetto “Integra” (2021-2027), con un investimento di circa 3,5 milioni di euro per il contrasto alla povertà, e una convenzione con Fio.Psd per migliorare la presa in carico delle persone senza dimora.
Confermata anche la volontà di rinnovare il protocollo regionale e di rafforzare le politiche abitative. Sul fronte sanitario, l’assessore ha citato il progetto “Salus”, finanziato con fondi Fami, per potenziare la tutela della salute dei migranti e dei richiedenti asilo, insieme a interventi mirati sul tema della salute mentale.
Un quadro complesso, che evidenzia una realtà sempre più diffusa ma spesso invisibile. E che pone una domanda urgente: come garantire dignità e assistenza a chi oggi vive ai margin
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