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26 Aprile 2026 - 14:27
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Non è solo una giornata della memoria. È un richiamo, forte e attuale, a non abbassare la guardia su uno dei rischi ambientali e sanitari che ha segnato intere comunità.
Il 28 aprile, in concomitanza con la Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, si celebra la Giornata Mondiale delle vittime dell’amianto, istituita nel 2005 per ricordare chi ha pagato un prezzo altissimo all’esposizione a questo materiale e per ribadire quanto prevenzione, sorveglianza e tutela della salute siano ancora oggi decisive.
Perché, nonostante in Italia l’utilizzo dell’amianto sia vietato dal 1992, il tema resta drammaticamente attuale. La presenza diffusa di materiali contenenti amianto e le conseguenze legate alle esposizioni pregresse rendono il problema ancora aperto.
L’amianto, o asbesto, è pericoloso a causa delle fibre di cui è composto, che possono essere inalate e provocare patologie gravi anche decenni dopo il contatto, colpendo non solo chi è stato esposto sul lavoro, ma in alcuni casi anche ambienti di vita e contesti naturali.
Ecco perché questa giornata non parla soltanto di ricordo, ma soprattutto di responsabilità e futuro.

In questo quadro si inserisce il lavoro della Regione Piemonte, che ha attivato un protocollo di sorveglianza sanitaria e assistenza rivolto a chi in passato è stato esposto ad amianto per motivi professionali.
L’obiettivo è offrire una presa in carico strutturata, accompagnando le persone in un percorso di monitoraggio e informazione sui rischi.
Il programma prevede:
Il progetto è rivolto a tutti i lavoratori con pregressa esposizione professionale residenti in Piemonte, ma possono accedere gratuitamente alla valutazione anche persone che hanno lavorato in aziende piemontesi a rischio amianto pur vivendo oggi in altre regioni.
I numeri mostrano un interesse crescente: sono già 620 le persone che hanno aderito tramite preadesione online e che sono state ritenute idonee dal Centro di riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.
Accanto alla sorveglianza, un tassello fondamentale è la formazione dei professionisti sanitari coinvolti.
Per questo la Regione ha promosso momenti di aggiornamento specifici, con due corsi dedicati che hanno approfondito aspetti operativi, criteri di valutazione dell’esposizione e criticità diagnostiche legate alle patologie asbesto-correlate.
Non è casuale che questi incontri si siano svolti in due luoghi simbolici.
Da un lato Casale Monferrato, Sito di Interesse Nazionale e luogo profondamente segnato dalla vicenda amianto, oggi punto di riferimento anche sul fronte sanitario con il Centro Sanitario Amianto.
Dall’altro Savigliano, nell’ASL CN1, prima realtà coinvolta nella sperimentazione del programma di sorveglianza.
Un lavoro di rete che punta a rafforzare non solo la diagnosi precoce, ma anche una cultura diffusa della prevenzione.

La Giornata mondiale delle vittime dell’amianto assume così un doppio significato: ricordare chi ha subito gli effetti devastanti di questo materiale e rilanciare l’impegno per evitare nuovi rischi.
In territori come il Piemonte, segnati in alcune aree in modo profondo dalla storia dell’amianto, il tema resta un impegno permanente.
Perché parlare di amianto significa parlare di salute pubblica, ambiente, sicurezza e diritti.
E significa ribadire che prevenire non è un’opzione, ma una necessità.
Informazioni sulla protezione dai rischi dell’amianto:
https://www.regione.piemonte.it/web/temi/sanita/prevenzione/protezione-dai-rischi-dellamianto
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