ultime notizie
26 Aprile 2026 - 13:06
Foto didascalica creata utilizzando il supporto dell'AI
Arpa Liguria aiuta a fare chiarezza su un tema di cui si parla sempre di più: El Niño e i suoi possibili effetti sull’estate europea.
Negli ultimi giorni, infatti, il fenomeno è finito al centro di titoli allarmistici e interpretazioni spesso troppo semplicistiche, come se bastasse la possibile comparsa di El Niño per prevedere automaticamente un’estate rovente nel Mediterraneo. La realtà, però, è più complessa.
Arpa Liguria spiega cosa sia davvero l’ENSO, quali segnali emergano dai modelli stagionali, perché il collegamento con l’Europa sia debole e soprattutto perché le estati possano risultare sempre più calde anche senza un El Niño intenso. Il punto centrale è uno: il riscaldamento globale ha già cambiato il clima di fondo in cui tutti questi fenomeni si inseriscono.
«Negli ultimi giorni si sente parlare spesso di El Niño e dei suoi possibili effetti sulla prossima estate in Europa. Per capire davvero di cosa si tratta, è utile chiarire alcuni aspetti fondamentali del fenomeno più generale chiamato ENSO, di cui El Niño rappresenta una delle fasi», spiega l'ARPA Liguria

ENSO è l’acronimo di El Niño-Southern Oscillation. È un pattern climatico che riguarda l’Oceano Pacifico tropicale e l’atmosfera che lo sovrasta. Ha intensità variabile e cicli che, in media, si ripetono ogni 2-7 anni.
Non si tratta di un singolo evento, ma di un’oscillazione che alterna diverse fasi:
El Niño, caratterizzato da un riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico centrale e orientale. In genere dura tra 9 e 12 mesi, anche se alcuni eventi possono persistere fino a 2 anni.
La Niña, fase opposta, con un raffreddamento anomalo delle stesse aree. Di solito dura più a lungo, tra 1 e 3 anni.
Fase neutra, in cui le condizioni restano vicine alla media e la sua comparsa è più irregolare.
Queste variazioni modificano la circolazione atmosferica su grande scala e possono influenzare temperature e precipitazioni in diverse aree del pianeta, soprattutto nelle regioni che si affacciano sul Pacifico.
Durante un evento di El Niño, parte del calore accumulato nell’oceano passa all’atmosfera. Questo processo altera i pattern climatici globali.
Gli effetti più evidenti si osservano nelle Americhe, in Asia e in Oceania, dove possono cambiare la distribuzione delle piogge, le temperature e la frequenza degli eventi estremi.

Le analisi stagionali più recenti del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) e del servizio Copernicus indicano condizioni che possono favorire lo sviluppo di El Niño nei prossimi mesi. Il segnale quindi c’è, ed è abbastanza condiviso tra i modelli.
Tuttavia, non è ancora una conferma definitiva. ECMWF ricorda che gli aggiornamenti ufficiali sullo stato di ENSO vengono emessi dall’Organizzazione mondiale della meteorologia (WMO).
È un punto importante, perché alcune notizie circolate in questi giorni rischiano di dare un’impressione di certezza maggiore di quella reale. Le previsioni stagionali mostrano infatti una forbice ampia di possibili scenari e, in questo periodo dell’anno, l’incertezza è più alta per la cosiddetta barriera primaverile di prevedibilità.
Anche la WMO invita alla prudenza: al momento la fase neutra dell’ENSO resta lo scenario più probabile, anche se nei prossimi mesi aumenta la possibilità di un passaggio verso El Niño.

Quando si guarda all’Europa, la situazione cambia. Il segnale che arriva dal Pacifico tende infatti ad attenuarsi e viene filtrato da una catena complessa di interazioni atmosferiche.
In pratica, non esiste una relazione diretta e affidabile tra la presenza o l’intensità di El Niño e un’estate calda nel Mediterraneo.
Gli eventuali effetti sono indiretti, variabili e spesso secondari rispetto ad altri fattori, come la disposizione delle figure di alta e bassa pressione tra Europa, Atlantico e Nord Africa, oppure le oscillazioni della corrente a getto.
Inoltre, anche se El Niño dovesse svilupparsi tra tarda primavera ed estate, non avrebbe effetti immediati sulla stagione calda europea.
Il punto centrale è che oggi possiamo avere estati molto calde in Europa anche indipendentemente dalle fasi dell’ENSO.
Questo accade perché il clima di fondo è cambiato. Il segnale principale è legato al riscaldamento globale di origine antropica, che ha aumentato le temperature medie e ha reso più probabili, intense e persistenti le ondate di calore.
Fenomeni come El Niño e La Niña possono contribuire ad attenuare o amplificare l’anomalia termica media su scala globale. Ma questa dipende in gran parte dal riscaldamento del sistema climatico.
ECMWF sottolinea anche che il cambiamento climatico rende più complessa l’interpretazione dei segnali ENSO: non necessariamente rende El Niño più frequente o più forte, ma alza le temperature di fondo e può amplificarne gli impatti.
Un esempio: tra il 2014 e il 2016 si è osservato uno degli eventi di El Niño più forti della serie storica, che ha contribuito ad aumentare ulteriormente l’anomalia termica globale del 2016.
Tuttavia, gli anni più caldi della serie storica sono stati di recente 2024, 2023 e 2025, in un contesto che ha attraversato sia La Niña che El Niño.

L’ENSO, e in particolare El Niño, è un fenomeno importante per il clima globale. Ma non rappresenta il principale motore delle estati calde europee. Il suo impatto sul Mediterraneo è limitato e incerto.
Oggi i modelli stagionali mostrano segnali che meritano attenzione, ma non consentono ancora conclusioni definitive.
Il fattore dominante resta il riscaldamento globale, che modifica il contesto di base in cui si inseriscono tutti gli altri fenomeni climatici.
Per questo motivo, anche senza un El Niño intenso, le estati europee possono risultare sempre più calde.
Edicola digitale
I più letti
Versione web de L'"Unione Monregalese", settimanale cattolico di informazione,
notizie ed opinioni di Mondovì. Iscr. n°8 Reg. Canc. Trib. di Mondovì del 05-04-1951.
Direttore Responsabile Corrado Avagnina.
Edito da CEM - Cooperativa Editrice Monregalese Società Cooperativa
Piazza S. Maria Maggiore, 6 - 12084 Mondovì - Tel. 0174 552900 - P.Iva: 01654260049
Registro delle Imprese di Cuneo n. 01654260049
Albo Società Cooperative n. A118893
Capitale Sociale € 25.768,00 i.v.