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Presepe di Pianvignale: una giornata di magia e grande affluenza, nel segno della pace

Giornata soleggiata e numerosi visitatori al presepe organizzato dalla PRo loco con la Parrocchia, il Comune e i frazionisti: mestieri tradizionali, giocattoli riutilizzati e musica popolare.

Presepe di Pianvignale: una giornata di magia e grande affluenza, nel segno della pace

Una magnifica giornata tersa e soleggiata ha "ripagato" il meteo pessimo del 24 dicembre, che ha costretto il Presepe di Pianvignale a rinunciare al ritorno alla "notturna" dopo diversi anni di assenza. Domenica 4 gennaio il Presepe della pace ha potuto mostrarsi al meglio ai numerosissimi visitatori che per tutta la giornata si sono alternati tra le casette, per assistere alle varie scene allestite dalla Pro loco, dal Comune di Frabosa Sottana, dalla Parrocchia e da pianvignalesi. Tante attrazioni e prelibatezze per vivere ancora una giornata di atmosfera natalizia, prima della conclusione delle feste.

Il ricco cast di quest'anno prevede i classici mestieri, dal ciabattino al fabbro, dai cestai ai macellai e ai tessitori. La Sacra Famiglia è stata interpretata da Andrea Borgna, idraulico e lattoniere, Alessandra Garelli, aiuto cuoca, e i loro figli Leonardo, Edoardo e Roberto. Nel ruolo di re Erode ritroviamo il gallese Neil Hinds, con la sua famiglia. Tra gli altri protagonisti della tradizione figurano il trottolaio di Roccavignale Renato Agosto e il tornio medievale di Claudio Ferrero.
Grande entusiasmo anche per il ritorno di Mario Collino, in arte "Prezzemolo", conosciuto come il “Geppetto del Piemonte”. I suoi giocattoli di “ri-utilizzo”, costruiti a mano e animati davanti al pubblico. Non è mancata la musica con gli Zampognari di Vottignasco, il gruppo vocale Vox Cordis e il duo Antiqua Fatis.

I visitatori hanno potuto parcheggiare a valle le automobili, per essere accompagnati in frazione dalle navette.

«Il Presepe fatto in questo modo è stato un esperimento per uscire dagli schemi e ritrovare quello che si era perso – racconta il sindaco, Adriano Bertolino –. Tanta gente non se l’era più sentita di ricominciare dopo il periodo di stop. Abbiamo voluto provare la prima volta con tutta la giornata, è stata una scommessa: c’è buona presenza di villeggianti sul territorio ma va ad intercettare anche i comuni vicini, dando loro la possibilità di visitare un presepe senza dover uscire la sera, al buio e al freddo. Presentato di notte bisogna ammettere che il Presepe ha un’atmosfera diversa, ma è stato un esperimento, abbinato all’enogastronomia. Il tempo ci ha anche fortunatamente sempre aiutato. Facciamo dei numeri anche considerevoli, con più di 300 piatti serviti, si intercettano anche molti che tornano giù dalle stazioni sciistiche». «Tra le novità di quest’anno – prosegue – c’è anche la scelta di introdurre delle navette, che ha reso tutto più comodo per i visitatori. L’anno scorso avevamo ricevuto lamentele per il parcheggio».

 

Quanto lavoro è necessario per mettere in piedi il Presepe vivente? Bertolino risponde così: «C’è tanto lavoro dietro a una manifestazione del genere, contando che abbiamo dovuto rinunciare a una serata. A volte siamo anche più di quindici a lavorare in una giornata, partendo dalla metà di ottobre in poi. Tutti i sabati, a volte anche la domenica mattina, che uno è libero ne fa un pezzo e questo è la bellezza di questa manifestazione che porta anche movimento e visitatori a Pianvignale. Ci sono da preparare i vestiti e mille cose. Devo ringraziare tutti i volontari, non solo di Frabosa: ci sono persone che vengono da Mondovì, da Roccaforte, tanti giovani che investono il loro tempo libero per la comunità. Un ringraziamento a chi ci dà una mano a costruire il Presepe e chi si presta, il giorno della rappresentazione, a fare il figurante: ci danno la possibilità di avere una grande varietà di persone e di mestieri, che sono tanti: alcuni anche molto particolari».

«Il Comune dà un supporto importante – spiega ancora Bertolino – con i cantonieri e i dipendenti che lavorano per la preparazione e per gli impianti, lavorando anche fuori dall’orario che gli competerebbe. Un aiuto notevole e tecnico, da valorizzare». «È un lavoro di comunità che mette insieme tante persone e che rende tutti contenti. Chi presta la sua opera e il suo tempo viene premiato anche perché viene tantissima gente. Tutti coloro che hanno partecipato alla rappresentazione sono rimasti soddisfatti e posso dire che questo è quello che può esprimere una comunità allargata, con gente di diverse frazioni che si unisce con l’obiettivo di far vivere una bella giornata alle persone che vengono da fuori».

Il vescovo di Mondovì, mons. Miragoli, ha risposto all'invito fattogli dalla comunità nel corso della visita pastorale ed è venuto a visitare il Presepe Vivente.

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