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13 Gennaio 2026 - 14:39
La montagna è sempre più bisognosa di preservare i servizi essenziali: le scuole hanno sempre meno alunni, i collegamenti sono carenti, le comunità si svuotano lentamente. Per evitare che questo processo diventi irreversibile, la Regione Piemonte ha deciso di intervenire con una nuova misura straordinaria, mettendo in campo oltre 10 milioni di euro destinati direttamente alle Unioni Montane, con l’obiettivo di rafforzare i servizi, sostenere le famiglie e rendere i territori più attrattivi e vivibili.
La Regione ha presentato nella mattinata del 13 gennaio la nuova misura per il mantenimento dei servizi essenziali per lo sviluppo economico dei territorio montani.
Sono a disposizione più di 10 milioni di euro, destinati alle Unioni Montane piemontesi, nell'ambito del Fondo per lo sviluppo delle Montagne Italiane, nell'annualità 2024. La presentazione si è svolta alla presenza dell'assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, il direttore della Direzione Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte, Angelo Robotto, e il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero. Inoltre, hanno partecipato i presidenti delle Unioni Montane piemontesi. Il contesto è complesso: da un lato i territori sono afflitti da spopolamento, invecchiamento della popolazione e difficoltà di accedere ai servizi. Dall'altro però ci sono opportunità, attrattività turistica, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali. Un territorio che chiede strumenti flessibili e risposte mirate.
Proprio per rispondere a queste esigenze, la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.
«Questa misura rappresenta un cambio di passo nelle politiche per la montagna – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo -. Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».
La misura si concentra su tre priorità di intervento: decise anche confrontandosi con UNCEM e con le altre Direzioni regionali. La prima riguarda il miglioramento della connettività e la promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali.
La seconda è dedicata ai servizi per l’infanzia e alla scuola, dalla fascia 0-6 anni fino ai 14 anni, con l’obiettivo di mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi nei piccoli Comuni montani, sostenere modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziare servizi fondamentali come pre e post scuola, mensa e trasporti.
La terza priorità riguarda la manutenzione straordinaria e l’adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica regionale, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.
All’interno di questi ambiti, le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.
«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo –. Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».
«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero –. Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».
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